La Nuova Sardegna

Nuoro

Ottana Polimeri, presidio degli operai davanti alla fabbrica

di Federico Sedda
Ottana Polimeri, presidio degli operai davanti alla fabbrica

Attendono così la convocazione di un incontro a Cagliari «Rimarremo qui finché non sarà aperto un tavolo»

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OTTANA. Un presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento con la tenda per ripararsi dal freddo e dalla pioggia e le bandiere del sindacato per sventolare la protesta. Così i lavoratori di Ottana Polimeri, in cassa integrazione straordinaria per un anno, hanno deciso di attendere la convocazione a Cagliari di incontro, più volte chiesto e ancora non convocato, da parte dell’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras. La decisione di stazionare giorno e notte davanti alla fabbrica è stata presa nel corso dell’assemblea che si è tenuta venerdì scorso nella sala mensa dello stabilimento.

«Rimarremo qui – hanno detto gli operai – fino a quando non verrà aperto un tavolo regionale sulla crisi del sito industriale di Ottana». Non solo. Se la convocazione dell’incontro dovesse essere ancora rinviata i lavoratori sono pronti a trasferire il presidio davanti alla sede dell’assessorato.

«Diamo all’assessore una settimana di tempo per convocarci a Cagliari – ha annunciato al termine dell’assemblea la segretaria provinciale della Femca-Cisl, Katy Contini, altrimenti siamo pronti ad autoconvocarci nella sede dell’assessorato». Un vero e proprio ultimatum che rende ancora più forte il vento della protesta. Stavolta, lavoratori e sindacato fanno sul serio. Di fronte all’inerzia delle politica (all’assemblea di venerdì scorso a Ottana non c’era un consigliere regionali né alcun parlamentare del territorio) i lavoratori hanno deciso di fare la voce grossa. «La nostra vertenza – hanno più volte sottolineato – deve avere pari dignità con le vertenze di altre zone della Sardegna». Al centro della piattaforma sindacale c’è la richiesta alla Regione e al governo di garantire certezza all’area industriale del centro Sardegna con il rispetto degli impegni assunti negli ultimi anni e, in particolare, quelli firmati nel 2010 con il patto per il territorio che garantivano l’eliminazione dei gap infrastrutturali che frenano lo sviluppo di Ottana. Al gruppo Clivati-Indorama si chiedono, invece, investimenti e un piano strategico serio sulla riconversione degli impianti. Il prossimo appuntamento sindacale è fissato per il 1°dicembre a Nuoro con la convocazione degli stati generali del territorio.

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