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Nuoro

Provincia, preoccupazione sul futuro

Provincia, preoccupazione sul futuro

Il presidente ha incontrato i dipendenti e spiegato i motivi che l’hanno spinto a prendere la decisione di tagliare i servizi

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NUORO. La porta scorrevole scricchiola, l’androne buio è pieno di foglie secche, la guardiola dove fino a sabato stavano gli addetti della vigilanza è desolatamente vuota, le scale non sono state pulite. I segni della crisi della Provincia sono lì davanti agli occhi di tutti non appena si mette piede nel palazzo di piazza Italia. Gli uffici sono vuoti, c’è un silenzio spettrale. Fino al secondo piano. Dalla fine del corridoio arriva la voce metallica di un microfono: «Nessuno dovrà rimanere a casa, se abbiamo deciso di tagliare i servizi l’abbiamo fatto per salvaguardare il posto dei dipendenti e, soprattutto, per lanciare un messaggio forte e chiaro alla Regione, che a sua volta dovrà farsi sentire dallo Stato, sul futuro delle Province». Il presidente Costantino Tidu non riesce a nascondere la tensione durante l’incontro con i dipendenti che lui stesso ha convocato in tutta fretta sabato mattina dopo aver lanciato l’allarme-tagli.

L’aula del Consiglio è stracolma. Nei visi delle persone che ascoltano le parole del presidente è stampata la preoccupazione. Qualcuno prova anche a chiedere che ne sarà del suo futuro, ma per avere la risposta dovrà attendere tempi migliori, almeno fino a quando la Regione e lo Stato non decideranno come dovranno essere riutilizzati gli attuali dipendenti della Provincia.

«Siamo molto preoccupati – hanno sottolineato i sindacalisti di Cgil (Sandro Fronteddu), Cisl (Giorgio Mustaro) e Uil (Felicina Corda) che hanno ascoltato con una certa apprensione il discorso del presidente Tidu –. Questa è una mossa politica molto forte, ancorchè dettata dalla contigente difficile situazione finanziaria dell’ente, che però mette in gravissime difficoltà qualche centinaio di lavoratori. Non possiamo certo restare a guardare e aspettare gli eventi. Se il presidente ha cercato di tranquillizzare i dipendenti provinciali, altrettanto non si può dire di tutti gli impiegati delle cooperative e delle società di servizi che da ieri sono a casa senza nessuna prospettiva futura se non la speranza che la situazione ritorni alla normalità. Per questo – hanno concluso i tre rappresentati sindacali – abbiamo convocato un assemblea per giovedì mattina».

Dopo aver esposto la drammatica situazione finanziaria della Provincia, il presidente e la giunta (erano presenti tutti gli assessori) hanno ascoltato gli interventi e, soprattutto, le lamentele e le preoccupazioni dei dipendenti. E alla fine, Costantino Tidu ha tirato fuori la sua “vis” sindacale e quasi arringato tutta la gente con l’annuncio di una grande mobilitazione. «Coinvolgerò tutti i sindaci e tutte le forze politiche e sociali del territorio – ha concluso il presidente - per una battaglia unitaria per rivendicare i diritti del Nuorese e della Sardegna centrale che vengono sistematicamente calpestati dalla Regione e dalla Stato».

Poco prima dell’assemblea c’era stato un rapporto epistolare con gli assessorati regionali agli Enti Locali e alla Programmazione sugli equilibri di bilancio e un incontro con rappresentanti di Confindustria e sindacati per valutare la situazione e predisporre una strategia comune. (plp)

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