Salta l’impianto: udienze al buio
Nell’aula della corte d’assise la luce è ridotta a un faretto
NUORO. Pochi minuti dopo le 9.30, la luce, in udienza, salta per l’ennesima volta. Sono momenti delicati, stanno terminando le arringhe degli avvocati del processo che vede due abitanti di Orotelli e uno di Ottana, a giudizio per armi e una rapina. Ma è proprio in quel momento, quando la fase della discussione sta arrivando al termine, che l’impianto elettrico comincia a fare i capricci. Prima salta uno dei faretti, poi l’intero sistema. «Va bene che siamo illuminati dalla luce della giustizia – commenta, con ironia, qualcuno degli avvocati – ma così davvero non si vede niente». Il presidente Antonio Luigi Demuro, che in quel momento sta presiedendo il collegio giudicante, non si perde in chiacchiere e chiama i rinforzi. «Avvisate subito i tecnici» dice e nel frattempo l’udienza viene sospesa per cause di forza maggiore, mentre in aula c’è chi procede a tentoni, un po’ alla cieca. La situazione migliora dopo una decina di minuti, ma migliora si fa per dire, visto che nell’aula che ospita anche la corte d’assise, a causa di un impianto che non funziona come dovrebbe, si possono accendere solo pochi faretti. Stavolta, dunque, non è una frase abusata, ma la giustizia, evidentemente, brancola davvero nel buio. (v.g.)
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