Agente di Mamone a giudizio, sfilano i testi
NUORO. «Piras, quella sera, è andato via senza avere l'autorizzazione, lasciando soli i detenuti. Mi hanno chiamato dalla portineria per avvisarmi. La sezione era rimasta senza alcun controllo. Piras...
NUORO. «Piras, quella sera, è andato via senza avere l'autorizzazione, lasciando soli i detenuti. Mi hanno chiamato dalla portineria per avvisarmi. La sezione era rimasta senza alcun controllo. Piras se n'è andato nonostante io gli avessi chiesto di prolungare il suo lavoro fino alla mezzanotte, perché un collega si era assentato per un giorno di malattia». è entrato nel vivo ieri mattina, in tribunale, con la deposizione, come testimoni, di diversi agenti o ex agenti di polizia penitenziaria, il processo che vede un loro collega, Roberto Piras, a giudizio per interruzione di servizio. Perché, in sostanza, secondo l’accusa, la sera del 4 agosto del 2007, non aveva ottemperato alla richiesta di un suo superiore, di prolungare il suo normale orario di lavoro per coprire il turno di un altro collega che aveva chiesto un giorno di malattia.
Tra gli altri, ieri in udienza, ha deposto anche il suo responsabile dell’epoca, che gli aveva chiesto di sostituire per alcune ore. «Avevo chiesto a Piras di fare due ore di lavoro straordinario perché un suo collega era malato. Piras mi ha detto che doveva raggiungere la moglie e non poteva rimanere. Quel giorno aveva la custodia dei detenuti lavoranti, era l’unico che poteva sostituire il collega in malattia ma non lo ha fatto. Per fortuna non è successo nulla».
Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Malandrino, quella sera Piras aveva svolto il suo lavoro come sempre e non aveva interrotto alcun servizio.
Il processo riprenderà il 17 dicembre e si avvia così alla fase conclusiva. (v.g.)
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