Cauzioni Abbanoa: il gruppo folk scrive a Babbo Natale
MACOMER. Non si capisce quali siano i consumi idrici dell’associazione folcloristica e culturale Tradizioni Popolari, nella cui sede c’è un’utenza idrica targata Abbanoa. Sicuramente non più di...
MACOMER. Non si capisce quali siano i consumi idrici dell’associazione folcloristica e culturale Tradizioni Popolari, nella cui sede c’è un’utenza idrica targata Abbanoa. Sicuramente non più di qualche metro all’anno, giusto lo scarico cello sciacquone se qualcuno va in bagno. La sede sociale viene utilizzata due volte a settimana per due ore. C’è da pensare che il bagno non sia molto frequentato, ma Abbanoa chiede all’associazione una cauzione di quasi mille euro. Il presidente, Pinuccio Penduzzu, l’ha pesa a ridere, anche perché non sa se la sua associazione sarà in grado di sborsare la somma, e ha scritto una lettera ironica a Babbo Natale. «Con grande gioia – scrive – abbiamo ricevuto la tua lettera “estorsiva”. Ma non eri tu che portavi i regali? Non è che anziché con slitta e renne, viaggi ora in canoa sui laghi e fiumi della Sardegna e nei canali di Abbanoa? Grazie per la “rapina” alla nostra associazione e a tante altre che come noi lavorano gratis valorizzando le tradizioni. Per Natale avevamo pensato di fare qualcosa per la nostra città, ma i 960 euro che ci chiedi come cauzione per Abbanoa ci costringono a rinunciare a tutto. Ma l’acqua dei ghiacciai del Polo dove vivi tu non è un bene che si trova in natura ed è indivisibile e inalienabile? Si direbbe invece che Abbanoa non immetta in rete quell’acqua, ma la produca in laboratorio. I costi elevati non si spiegano diversamente». «Caro Babbo Natale – prosegue –, da noi l’acqua costa più del latte, come sanno bene i nostri pastori. Ma non si doveva fare in modo di dare una spinta alla ripresa della nostra Isola? A noi sembra di no e che si pensi invece a ripianare i debiti di Abbanoa mettendo a testa in giù i Sardi per scuotere dalle tasche anche gli ultimi centesimi rimasti». (t.g.t.)
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