Oggi la protesta si sposta a Olbia
I lavoratori manifesteranno insieme ai dipendenti di Meridiana
OTTANA. Prosegue da cinque giorni il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento messo in atto dai lavoratori della Ottana Polimeri per rivendicare maggiore attenzione da parte di governo, Regione e istituzioni verso la crisi dell’area industriale di Ottana. Gli operai, collocati in cassa integrazione fino al 31 ottobre del 2015 a causa della fermata degli impianti del gruppo Clivati-Indorama, sono decisi a non mollare fino a quando otterranno la convocazione a Cagliari di un incontro da parte dell’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras. Nell’ambito della protesta, oggi è previsto un importante appuntamento. Un gruppo di lavoratori si recherà all’aeroporto di Olbia per manifestare insieme ai dipendenti di Meridiana. Ieri, invece, una delegazione è stata ricevuta in municipio dal sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras, che ha ribadito il suo impegno a fianco degli operai per trovare una soluzione: in primo piano la richiesta di certezze nella ripresa dello sviluppo. Intanto, i lavoratori del presidio hanno diffuso una nota per mettere a punto le loro rivendicazioni nei confronti della proprietà e per protestare contro l’inerzia della politica. «In concomitanza con l’inizio della cassa integrazione straordinaria – si legge nel documento – abbiamo instaurato un presidio permanente per tenere alta l’attenzione della politica e delle istituzioni verso la nostra vertenza. La preoccupazione dei lavoratori, in gran parte giovani con famiglia, è molta, soprattutto perché, non si vedono prospettive concrete a breve termine, nonostante le grandi professionalità». L’attesa è rivolta verso la Regione. «Ci aspettiamo – fanno sapere gli operai – una tempestiva riconvocazione dell’incontro al tavolo regionale alla presenza non solo dell’assessore all’Industria, ma anche del presidente Pigliaru e di tutta la proprietà della fabbrica compresa Indorama». I lavoratori chiedono all’azienda un adeguato piano industriale e alla Regione e al governo gli interventi prioritari per creare le condizioni di competitività per il rilancio del Pet ed, eventualmente, del biopolimero. «Manterremo il presidio – hanno annunciato i lavoratori – fino a quando non otterremo l’attenzione delle istituzioni, riservandoci, se necessario, di spostare la protesta in altre sedi, Cagliari compresa».
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