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Nuoro

Tomaso Madrigali, il maestro ritrovato

Tomaso Madrigali, il maestro ritrovato

La corale Bartolucci organizza una mostra sul musicista attraverso le opere di Piero Pirari Varriani

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NUORO. La corale polifonica Domenico Bartolucci di Nuoro apre le porte della propria sede, in via Convento n° 7 (ex convento francescano), ed allestisce una mostra dal titolo “La musica nella tradizione”, da domani fino a domenica, un percorso storico musicale alla riscoperta del maestro Tomaso Madrigali attraverso il lavoro di Piero Pirari Varriani. Nato ad Incisa Val d’Arno il 14 dicembre1884, Madrigali compì gli studi musicali nel Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze conseguendo nel 1915 il diploma di licenza e magistero di strumentazione per banda, nel 1920 il diploma e l’abilitazione all’insegnamento musicale presso le scuole medie, e nel 1937 quello per l’insegnamento presso le scuole superiori. Nel 1940 fu trasferito a Nuoro, dove da allora divenne un vero e proprio punto di riferimento per tutta l’attività musicale del capoluogo barbaricino. Nel 1941 formò la Centuria Corale Nuorese.

Tra le sue prime composizioni l’adattamento a quattro voci miste dell’inno sardo Cunservet Deus su Re, (di Angius-Gonella), che venne eseguito per la prima volta nel 1942, in occasione della visita di Mussolini a Nuoro. In collaborazione con i Padri Giuseppini del vecchio Santuario delle Grazie, organizzò con il padre Pio Stefani, il primo nucleo del coro parrocchiale. Insegnò musica nelle scuole magistrali e medie, e per un certo periodo anche nell’Istituto per orfani Casa San Giuseppe.

L’iniziativa della polifonica Bartolucci, fondata e diretta da Gianluca Pitzolu, si propone così di far conoscere ai visitatori l’opera di Madrigali attraverso l’esposizione di partiture originali e autografe riguardanti la tradizione musicale di stampo popolare e di coralità alternative appartenenti ad altre tradizioni corali italiane grazie anche alla proiezione dei filmati “Terra biblica” e “Sardegna mistica” prodotti da Pirari nell’edizione Rai del 1958 nella quale è inserito un sovra commento (all’originale di Gisida Cossu) da parte della televisione italiana. Attraverso il lavoro di Alessandro Mele (pronipote del Pirari Varriani) è stato possibile recuperare le uniche testimonianze audio-sonore, ad oggi esistenti, in merito alle opere di Madrigali. Piero Pirari Varriani (Nuoro 1886-1972) eccellente fotografo e produttore di cortometraggi sulla città e provincia nuorese, infatti, utilizzava in maniera pedissequa le composizioni del Madrigali, eseguite dai suoi cori, come colonna sonora per le sue produzioni audiovisive. Pirari, appartenente ad una famiglia di ecclettici artisti, partecipò ad innumerevoli mostre fotografiche nazionali e concorsi fotografici e cinematografici tra i quali si ricorda la partecipazione alla XIII edizione del Festival International Du Film Amateur a Cannes al quale presentò un cortometraggio dedicato al Nobel Grazia Deledda in pellicola a colori, con sottofondo di canto a tenores. Lo stretto rapporto di collaborazione tra i due grandi artisti del secolo scorso, rappresenta solo un esempio dei tanti alti rapporti di collaborazione storico-culturale intercorsi tra le eccelse menti di Nuoro che hanno contribuito all’accrescere concreto dell’opportuno appellativo deleddiano di Atene sarda.

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