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Chiusura del giudice di pace, il sindaco è sul piede di guerra

Chiusura del giudice di pace, il sindaco è sul piede di guerra

SINISCOLA. La soppressione dell’ufficio del giudice di pace non è stata accolta bene a Siniscola, dove la chiusura di questo ulteriore servizio pesa come un macigno sul rango di città riconosciuto di...

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SINISCOLA. La soppressione dell’ufficio del giudice di pace non è stata accolta bene a Siniscola, dove la chiusura di questo ulteriore servizio pesa come un macigno sul rango di città riconosciuto di recente al territorio. Le reazioni sono tante, tutte contrarie a questa decisione. La cancellazione dell’ufficio, infatti, obbligherà tutti i cittadini del distretto giudiziario locale – da Siniscola sino a San Teodoro – a rivolgersi agli uffici di altri centri. Bisognerà quindi rivolgersi al tribunale di Nuoro per dirimere le cause civili e penali di competenza del giudice di pace, con un aggravio dei disagi, degli spostamenti, dei tempi e via dicendo per tutti gli utenti. Come prevedibile, la soppressione del presidio siniscolese ha avuto l’effetto di un terremoto anche tra i gruppi politici. Se il sindaco annuncia di voler far ricorso, sottolineando come il territorio abbia tutti i requisiti per tenere l’ufficio aperto, i gruppi di opposizione puntano il dito proprio verso la giunta civica. «Dopo aver perso il catasto e altri uffici pubblici importanti – scrive Zente nova – Siniscola, che è diventata “città”, è stata spogliata di altri servizi essenziali. La responsabilità non è però del governo nazionale, visto che Siniscola aveva visto aprirsi lo spiraglio per la risoluzione positiva della faccenda. Occorreva solo che il Comune o l’Unione dei Comuni individuassero due figure di impiegati amministrativi alle loro dipendenze da destinare al giudice di pace. Cosa che l’amministrazione ha fatto in ritardo. Dopo che i primi due impiegati avevano ritirato la loro disponibilità, l’amministrazione si è attivata per individuare altre due figure sforando però nei tempi prescritti. Questo – conclude Zente nova – ha comportato la soppressione dell’ufficio». Bordate anche da diversi altri esponenti dell’opposizione che dietro il provvedimento del ministero della Giustizia intravedono delle responsabilità precise dell’amministrazione comunale. Il sindaco, dal canto suo, rigetta tutte le accuse. E annuncia di ricorrere immediatamente contro il provvedimento ministeriale. (salv.mart.)

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