Siccità, scatta l’emergenza a Lula
Il gran caldo mette in ginocchio le aziende. La giunta comunale chiede lo stato di calamità naturale
LULA. L’agricoltura e la pastorizia sono in agonia. La colpa è del gran caldo e delle mancate precipitazioni: la siccità prolungata ha reso le campagne desertificate. Per Lula questa situazione sta diventando una vera e propria calamità. Con il rischio di danni incalcolabili, sia per gli agricoltori sia per i pastori.
Non piove da un anno, ormai, dal 18 novembre 2013 quando sul Nuorese si è abbattuto l’alluvione Cleopatra. L’autunno caldo di quest’anno, poi, ha fatto il resto. È il caso di dire che il tunnel della crisi si prolunga e per ora non si vede uno spiraglio per la gente dei campi. Il settore agro-zootecnico è in ginocchio e i bilanci aziendali sono in rosso, con le aziende costrette a ingenti spese per l’acquisto dei mangimi. Si convive col nulla. La situazione è così preoccupazione che l’amministrazione comunale si è vista costretta a dichiarare lo stato di calamità naturale per la siccità.
«Nel territorio del Comune di Lula non piove da mesi, ormai. Questa situazione sta causando gravi danni economici alle aziende agricole e pastorali locali». È questa la premessa di fondo da cui è partita la giunta municipale per dichiarare, appunto, lo stato di calamità. Da diversi mesi, infatti, non piove. E le conseguenze della perdurante siccità sono di fronte a tutti. «Molti imprenditori, titolari delle aziende agricole operanti nel nostro Comune, sono venuti da noi disperati – dicono gli amministratori – Stanno affrontando una crisi nera, proprio a causa della mancanza di precipitazioni».
«I settori dell'agricoltura e dell'allevamento sono in ginocchio», ripete la giunta, sottolineando che questa situazione è stata segnalata anche dalle organizzazioni sindacali di categoria che paventano ingenti danni per gli allevatori e gli agricoltori.
Nel condividere e fare proprio quanto evidenziato dalle associazioni di categoria, la giunta segnala all'Argea l'evento calamitoso, la mancanza di piogge, che ha colpito l’intero agro di Lula «per il quale può e deve essere dichiarato lo stato di calamità naturale». È l’ultima ancora di salvezza per gli operatori del settore agro-zootecnico che non si è ancora rialzato dai danni dell’alluvione del 18 novembre che ha cancellato strade, distrutto ovili e pascoli e adesso si prosegue con la desertificazione delle campagne per la prolungata siccità. (b.a.) Bernardo Asproni
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