Bitti, aziende in ginocchio per la siccità
Emergenza per gli imprenditori agricoli e per gli allevatori. Chiesto lo stato di calamità naturale
BITTI. L’agro di Bitti è in ginocchio a causa del gran caldo degli ultimi mesi e delle mancate precitazioni. Una situazione, questa, che sta creando gravi danni alle aziende agricole e pastorali. «I settori agricoli e dell’allevamento stano affrontando una crisi difficilissima», si legge nella delibera approvata all’unanimità dalla giunta municipale che ha dichiarato lo stato di calamità naturale per la perdurante siccità.
La giunta sottolinea che la richiesta è arrivata anche dalle organizzazioni sindacali di categoria che hanno rappresentato le difficoltà e i danneggiamenti subiti dagli allevatori e dagli agricoltori. Ed è in questa ottica che la giunta municipale ha ritenuto opportuno «condividere e far proprio quanto evidenziato dalle associazioni di categoria segnalando all’Argea l’evento calamitoso». A tal fine si fa riferimento a una deliberazione della Giunta regionale del 2008 con la quale sono state emanate le nuove direttive relative all’iter procedurale da seguire ai fini dell’accertamento dei danni causati da calamità naturali o eventi eccezionali e da avverse condizioni atmosferiche.
Al responsabile comunale del servizio è stato affidato l’incarico di attuare il procedimento amministrativo finalizzato alla segnalazione al servizio Argea competente della grave crisi che ha colpito le aziende di Bitti.
La delibera è stata resa immediatamente esecutiva, vista l’urgenza e la delicatezza del problema. L’auspicio è che la richiesta venga recepita al più presto dal momento che la siccità di questi mesi sta arrecando danni ingenti che, sommati a quelli del devastante alluvione del novembre scorso, stanno ulteriormente contribuendo a distruggere il settore agro-zootecnico, sul quale principalmente si basa l’economia locale.
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