Bocconi avvelenati, torna l’incubo
Siniscola, trovate in centro 25 esche. L’amministrazione intensifica i controlli
SINISCOLA. Le autorità istituzionali sono ben determinate a dare un volto a chi, nel territorio di Siniscola, si diletta a cospargere le strade di bocconcini infarciti di veleno. Una pratica punita dalla legge e soprattutto molto pericolosa non solo per l’incolumità degli animali, ma anche delle stesse persone, visto che ingerire inavvertitamente questo genere di veleni produrrebbe effetti devastanti sulla salute. Eppure, nonostante la pericolosità, il fenomeno continua a verificarsi in diverse zone del centro abitato. In particolare la pratica delle “polpette avvelenate” è diventata una triste prassi in un rione di La Caletta, dove il distretto sanitario locale ha rinvenuto la presenza di circa 25 esche, positive ad un dispositivo denominato methomyl, un tipo di insetticida sul quale c’è poco da scherzare. L’amministrazione comunale, così, ha diramato un comunicato, con il quale sottolinea ancora una volta, in maniera perentoria, che è vietato detenere e abbandonare qualsiasi alimento preparato con prodotti nocivi, visto che, se ingeriti, potrebbero causare intossicazioni o lesioni. I più esposti al pericolo sono, ovviamente, gli animali randagi o domestici che possono imbattersi nei famigerati “bocconcini”. E già questo basterebbe, da solo, a scongiurarne ogni utilizzo. Il sindaco Rocco Celentano ne fa però una questione di fondo per la salute in generale, visto che chiunque, comprese le persone, potrebbe entrare accidentalmente in contatto con questi veleni. Su questa triste pratica è stata aperta un’indagine, finalizzata all’accertamento della violazione. La giunta ha inoltre diffuso un vademecum, invitando tutti i proprietari di cani a monitorare col guinzaglio i movimenti dei propri animali e proteggerli con la museruola, esortando inoltre i cittadini a non raccogliere o toccare i bocconcini avvelenati ma segnalarne prontamente la loro presenza lungo le strade chiamando le forze dell’ordine. Disseminare questo genere di sostanze configura un reato penale ben preciso. «Siamo al lavoro con la polizia locale e in collaborazione con tutte le altre autorità competenti per intensificare i controlli – conclude il sindaco – per evitare il ripetersi di episodi simili». (salv.mart.)
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