Il titolare: prima l’odore di gas, poi un botto
Sandro Mulargiu, uno dei due soci, ha provato a spegnere il rogo con l’estintore ma il fumo era troppo
NUORO. «Ero nell’altra stanza, mi ero appena spostato dopo aver acceso, come faccio sempre, la camera di lievitazione. Poco prima avevo sentito odore di gas, ma non ho pensato a nulla di grave, ma appena mi sono spostato, nello stanzone ho sentito un botto».
È ancora un po’ scosso, Sandro Mulargiu, uno dei titolari, insieme ad Ignazio Secchi della ditta Fensek, ma tutto sommato riesce a trattenere bene quel groviglio di sensazioni e stanchezza che derivano da un’ora trascorsa tra fumo, fiamme e ricerca di aiuto.
Alle 5 di ieri mattina, racconta, come tanti altri giorni, si è recato nel capannone della sua ditta, a Pratosardo, per accendere le celle di lievitazione delle brioche.
«Ho fatto come tutti gli altri giorni – spiega all’alba di ieri, mentre i vigili del fuoco, a pochi metri, continuano le operazioni di bonifica – sono arrivato nel capannone, ho accesso il macchinario, poi mi sono spostato un attimo nell’altra stanza. A pensarci a posteriori, in effetti, qualcosa di insolito c’era perché ho subito sentito odore di gas, ma tutto sommato non ho pensato che fosse nulla di grave. Il fatto è che poco dopo ho sentito uno scoppio, così sono corso di nuovo dentro il capannone e ho visto che le fiamme si erano sprigionate a partire dalla cella di lievitazione».
Lo racconta di nuovo, Sandro Mulargiu, agli amici che gli chiedono come sia potuto succedere e se soprattutto non si sia ferito. «No – risponde – non mi è successo niente per fortuna, ma sarebbe potuto succedere se fossi rimasto lì dentro lo stanzone con tutto quel fumo che stava invadendo il locale. Invece ho capito che da solo, con un estintore, non avrei certo potuto farcela, anche perché stavo rischiando di rimanere intossicato».
Nel frattempo i minuti passano, i vigili del fuoco concludono l’operazione-bonifica, e per Sandro Mulargiu, è tempo di fare i conti con i danni all’attività di cui è contitolare insieme a Ignazio Secchi. E il compito, ovviamente, sarà molto doloroso.
Ma con il periodo natalizio ormai alle porte, del resto, non c’è tempo da perdere: bisogna rimettere in sesto il capannone e riprendere la produzione di brioche, e soprattutto dei panettoni Fensek che tanto piacciono ai consumatori nuoresi. (v.g.)
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