La Nuova Sardegna

Nuoro

Abbanoa, la protesta delle onlus

di Valeria Gianoglio
Abbanoa, la protesta delle onlus

Associazioni in ginocchio per il deposito cauzionale. Ibis: non paghiamo. Unicef: staccate l’allaccio

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NUORO. «O paghiamo la bolletta, o meglio, i 931 euro che Abbanoa ci chiede di deposito cauzionale, o chiudiamo». In tanti anni trascorsi tra rivendicazioni sindacali alla Cgil, e come preside, Lisetta Bidoni ha combattuto davvero tante battaglie. Ma questa che sta affrontando adesso, da pensionata e presidente di un’associazione, la Ibis, che si occupa di integrazione e immigrati, questa proprio non se l’aspettava.

Nei giorni scorsi Lisetta Bidoni, e come lei diversi responsabili di altre associazioni onlus di Nuoro e provincia, riceve una bolletta. Sotto l’intestazione e la scritta “Abbanoa. Abba de Sardigna”, c’è una richiesta di pagamento che all’ex sindacalista per poco non provoca un colpo: 931 euro. Lisetta Bidoni controlla meglio, pensa che forse si è trattato di un errore, poi capisce che è tutto vero e che si tratta del maledetto “deposito cauzionale” che Abbanoa sta chiedendo a tutti gli utenti, ma che le associazioni dei consumatori non esitano a definire un furto con tutti i crismi.

«Questi sono matti – spiega la presidente dell’associazione Ibis – non si rendono conto che così facendo stanno mettendo in ginocchio tante associazioni come la nostra. Dopo aver ricevuto questa fattura, infatti, ho fatto un giro di telefonate, e ho scoperto che tante altre realtà come la nostra, in città, sono nella nostra stessa condizione. È il caso dell’Unicef, ad esempio, ma anche di tante altre. A tutte Abbanoa sta chiedendo un deposito cauzionale che si aggira sui 930 euro. Dico, ma scherziamo? Qui rischiamo tutti di dover chiudere i battenti. Per quanto mi riguarda non ho alcuna intenzione di pagare, ma non tanto perché quei soldi, la mia associazine non li ha, ma per una questione di principio e di giustizia».

Anche il comitato provinciale Unicef, in queste ore sta dando battaglia ad Abbanoa sul fronte-deposito cauzionale. Il presidente del comitato provinciale, Carlo Murgia, ha presentato un ricorso «contro l’applicazione della tassa, che prevede il pagamento di un importo di 959 euro», e ne chiede l’immediato annullamento. Murgia, nel suo reclamo, fa presente ad Abbanoa che «l’utenza di cui trattasi, situata in via Campania, è un’utenza attiva da oltre dieci anni, e per la quale abbiamo sempre pagato le fatture trasmesse da codesto ente. È un’utenza utilizzata come deposito di materiale propagandistico per le campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’Unicef per i bambini bisognosi dei paesi sottosviluppati».

«Questo ente – continua Murgia – che contesta eccessivo l’importo cauzionale, contesta, non tanto la legge, anche se discutibile, quanto i criteri di applicazione della stessa da parte del cda di Abbanoa. Poiché questo ente non intende adire per le vie legali, per evitare con tenziosi di non facile e rapida soluzione, unisce alla presente una richiesta di disdetta di fornitura elettrica. Preferiamo investire tale somma nell’acquisto di vaccini e di prodotti per i bambini bisognosi o per acquistare acqua potabile per loro».

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