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Nuoro

Orgosolo, un comitato contro Abbanoa

di Mattia Sanna

ORGOSOLO. La carica dei cento contro Abbanoa. Da Orgosolo si alzano le voci di protesta di un movimento spontaneo. “Non pagate”: è l'appello rivolto ai cittadini. Una nutrita rappresentanza del...

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ORGOSOLO. La carica dei cento contro Abbanoa. Da Orgosolo si alzano le voci di protesta di un movimento spontaneo. “Non pagate”: è l'appello rivolto ai cittadini. Una nutrita rappresentanza del malcontento si è ritrovata sabato scorso, nell’auditorium comunale. Qui è stato convocato un incontro per decidere una posizione unitaria sull’ultima bolletta, riguardante il cosiddetto deposito cauzionale, nonché sui mille problemi creati dalla tariffazione dei consumi idrici.

Al termine della riunione, l’assemblea ha approvato un documento. «La richiesta di versamento di un contributo una tantum – si legge, dunque, nel comunicato – anche se si presenta all’interno di una cornice di legittimità, equivale comunque a una corresponsione che non coincide con un preciso servizio erogato. Abbanoa vuole insomma creare un fondo cassa in assenza dell’impegno concreto a migliorare le prestazioni erogate».

«Il deposito cauzionale è previsto dal regolamento del servizio idrico integrato, vigente dal 1 gennaio 2007 – viene spiegato, d'altra parte – eppure, non è stato mai posto in essere. L’applicazione è, infatti, facoltativa e comunque da attivare solo nel caso in cui si applichi puntualmente la carta normativa, la quale risulta, invece, totalmente disattesa». Per questi motivi, secondo il comitato, gli utenti dovrebbero astenersi dal pagare la prima rata richiestagli. In seguito si vedrà, invece, meglio cosa fare.

«Frattanto, l’autorità e l’autorevolezza di Abbanoa sembra confinata solamente nella facoltà di interrompere l’erogazione dell’acqua, in caso di mancato o ritardato pagamento – proseguono, quindi, i cento nella lettera aperta – la società non tiene conto delle motivazioni addotte dai consumatori, i quali chiedono soltanto che la lettura dei contatori sia effettuata almeno due volte l'anno e che le fatture siano emesse ogni bimestre».

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