Succu: «False notizie sull’ampliamento del poligono di tiro»
MACOMER. La notizia di un ampliamento del poligono di S’Ena Ruggia per consentire le esercitazioni delle forze di polizia che attualmente fanno i tiri sul lago Omodeo non ha nessun fondamento. Lo...
MACOMER. La notizia di un ampliamento del poligono di S’Ena Ruggia per consentire le esercitazioni delle forze di polizia che attualmente fanno i tiri sul lago Omodeo non ha nessun fondamento. Lo precisa il sindaco, Antonio Succu, che in una nota riferisce l’orientamento dell’amministrazione comunale in merito all’utilizzo del poligono e le condizioni della struttura. «Circa la disponibilità del comune di Macomer ad ampliare il poligono di tiro – scrive il sindaco –, si precisa che nel territorio di Macomer non vi è un poligono vero e proprio, ma viene utilizzata un’ area, in località “S’ena ruggia”, fuori dal Monte di Sant’Antonio, che peraltro ha un infrastrutturazione minima (un modesto basamento e una tettoia), in cui si pratica attività di addestramento occasionale da parte dell’Esercito, il quale provvede anche alla puntuale bonifica post-esercitazione. Durante le esercitazioni vengono usate armi depotenziate. Non vi è alcuna disponibilità all’ampliamento di tale area, dato che è nei programmi di questa amministrazione comunale la valorizzazione del patrimonio ambientale ed archeologico». Antonio Succu si sofferma poi sull’uso della struttura e spiega che qualsiasi attività di addestramento con armi leggere nel territorio di Macomer «dovrà obbligatoriamente prevedere una certificazione da parte di esperti sull’assenza di ricadute ambientali e sanitarie negative, oltre un’adeguata infrastrutturazione e monitoraggio permanente dell’area». In poche parole: finché si spara a salve e con munizioni depotenziate da esercitazione tutto va bene, ma se si cambia si dovranno dare garanzie sull’ambiente e sulla salute. Ma questo non è tutto. «Conaiderato il peso complessivo delle servitù militari in Sardegna – conclude Succu –, nell’ambito di una corretta e leale revisione delle stesse con lo Stato, la Regione dovrà farsi garante delle necessarie compensazioni economiche da destinare al territorio». Ciò significa che per mantenere il poligono il comune chiede una contropartita economica. (t.g.t.)
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