La Nuova Sardegna

Nuoro

Un anfiteatro alla memoria di Frigiolini

di Sergio Secci
Un anfiteatro alla memoria di Frigiolini

Torpè ricorda la pensionata travolta dalla piena. E a Posada in programma un vertice con sindaci e geologi

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È passato un anno dalla terribile alluvione che ha devastato il paesaggio baroniese provocando lutti e danni milionari. Difficile dimenticare gli avvenimenti che hanno sconvolto la vita di migliaia di persone che memori dell’eccezionale ondata di piena, hanno ora paura anche di un semplice temporale. Torpè e Posada due dei tanti comuni sardi devastati dal ciclone Cleopatra, ricorderanno tra oggi e domani le vittime dell’alluvione con una serie di cerimonie e iniziative.

A Torpè, le celebrazioni per non dimenticare il 18 novembre 2013, si apriranno oggi con una messa solenne officiata nell’anfiteatro che subito dopo verrà intitolato alla memoria di Maria Frigiolini, la pensionata travolta dalla piena d’acqua nella sua casa, a poche decine di metri dall’argine. Al termine della funzione religiosa, ci si sposterà nella palestra della scuola media, dove gli studenti del liceo scientifico di Nuoro metteranno in scena uno spettacolo commemorativo. Toccherà poi ai ragazzi del liceo scientifico siniscolese e quelli della terza media di Torpè presentare i lavori realizzati in ricordo dell’alluvione. Il disastro rivivrà infine anche attraverso un reportage giornalistico titolato 18undici.

A Posada, invece, domani nell’auditorium Mauro Deledda, ci sarà un incontro organizzato dall’amministrazione comunale e dal collegio regionale dei geologi. Una riunione a cui sono invitati a partecipare i rappresentanti delle ottanta comunità sarde danneggiate chi più o meno gravemente dal passaggio del ciclone Cleopatra. Assicurata la presenza dell’onorevole Luigi Di Maio, dei rappresentanti della giunta regionale e di numerosi sindaci dei centri alluvionati. Una riunione che vuole essere nello stesso tempo commemorativa ma soprattutto propositiva visto che dopo le facili promesse del post alluvione, i lavori di ripristino del territorio in tanti comuni non sono mai iniziati.

Restando in Baronia infatti, resta irrisolto il pericolo diga con i lavori di rialzo ancora fermi. Mancano i soldi per consolidare l’argine sinistro del fiume mentre si sta procedendo alacremente solo su quello destro che da sugli abitati di Torpè e Posada.

In questi due centri, la Regione ha finanziato anche il ripristino di alcune strade campestri con i lavori che dovrebbero presto andare in appalto ma nulla è stato invece destinato ai privati con tanti agricoltori e imprese artigiane e commerciali impossibilitate a riprendersi dopo i gravi danni subiti.

Restando a Torpè giusto per fare qualche esempio, c’è una grossa rivendita di materiale edile che è stata spazzata via con il materiale per centinaia di migliaia di euro disperso sino al mare, serre all’avanguardia tecnologica che producevano fiori, ortaggi e verdure di cui restano solo rottami e un frantoio di sabbia.

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