Macomer perde il giudice di pace
Pubblicato il decreto: nel centro Sardegna si crea il deserto degli uffici giudiziari
MACOMER. Sfuma anche a Macomer la speranza di mantenere un minimo si servizi giudiziari salvando l’ufficio del giudice di pace. Con un decreto del 10 novembre pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta ufficiale, il ministro della Giustizia dà attuazione al piano di razionalizzazione degli uffici giudiziari in Italia che ha già cancellato la sezione staccata del tribunale e ora accorpa a Oristano anche l’ufficio del giudice di pace. Nel centro Sardegna si crea il deserto dei servizi giudiziari. Oltre alla soppressione dell’ufficio di Macomer, il decreto del ministro Andrea Orlando prevede la stessa sorte per gli uffici di Ghilarza e Bosa che avevano giurisdizione sull’alto Oristanese e sulla Planargia-Montiferru. Un bacino di oltre 50 mila abitanti per qualsiasi esigenza di giustizia dovrà recarsi a Oristano con perdite di tempo (minimo una mattinata) e costi diversi da quelli ai quali va incontro il cittadino di altre aree d’Italia dove i collegamenti facilitano l’accesso ai servizi. Da Bosa, Cuglieri, Macomer e dal Marghine, per non parlare di Montresta, per andare a Oristano in giornata è necessario disporre del mezzo proprio. Anche impugnare una contravvenzione al codice della strada diventerà costoso, se non impossibile. I comuni della zona e l’Unione dei comuni del Marghine si erano attivati per cercare i salvare una presenza minima di servizi giudiziari costituita in questo caso dagli uffici del Giudice di pace. Anche il presidente della Provincia, Costantino Tidu, si era attivavo per scongiurare la chiusura dell’ufficio a Macomer. Tidu aveva infatti riconosciuto l’importanza strategica per l’intero territorio di un servizio la cui chiusura lascerebbe la Sardegna centro occidentale del tutto priva di servizi giudiziari. La Provincia si era impegnata a distaccare due o tre dipendenti di categoria “C” anche nella sede di Macomer garantendo così la presenza di personale necessaria per il funzionamento del servizio. A quel punto, visto che il comune avrebbe messo a disposizione i locali e che l’Unione dei comuni si sarebbe fatta carico delle utenze (luce e telefono), per l’amministrazione giudiziaria il servizio sarebbe stato a costo zero. Anche per questo la decisione di sopprimere l’ufficio appare incomprensibile. Anche i requisiti richiesti per mantenere il servizio c’erano tutti. A subire le conseguenze di una scelta che molti ritengono sia stata fatta senza conoscere i problemi del territorio e la carenza di collegamenti, saranno soprattutto le popolazioni. (t.g.t.)
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