Siniscola, in aumento le attività chiuse a causa della crisi
Molti imprenditori costretti alla resa per i costi di gestione «Speriamo che non duri in eterno o dovremo andare via»
SINISCOLA. Che gli affari non siano più quelli di un tempo lo sostengono molti esercenti. Troppo dura la crisi che sta colpendo il territorio, dove la mancanza di un reddito stabile e soddisfacente sta avendo ripercussioni negative in tanti settori.
Tra questi c’è sicuramente quello del commercio. Negli ultimi mesi diversi locali hanno abbassato le serrande, mentre altri si preparano a farlo. La maledetta crisi economica continua a colpire con le sue terribili stoccate l’intero territorio, dove solo d’estate si registrano delle piccole boccate d’aria, che per moltissimi commercianti restano comunque insufficienti per recuperare il terreno perso nei restanti mesi dell’anno. Tra costi di gestione, tasse, bollette e spese varie, gli utili d’esercizio – quando ci sono – si riducono all’osso.
Un clima difficile, questo, e che purtroppo, a lungo andare, sta scoraggiando molti negozianti. Negli ultimi tempi, infatti, a Siniscola hanno chiuso svariati negozi, continuando un trend iniziato già alcuni anni fa. Pochi gli imprenditori, per lo più giovani, che hanno invece deciso di aprire nuove attività, andando in controtendenza per sfidare un mercato ritenuto ancora in grado di dare delle soddisfazioni. Di certo, però, a Siniscola la situazione non è semplice.
«Ho chiuso alcuni mesi fa perché con gli incassi non riuscivo a coprire le uscite – afferma con grande sincerità la ex titolare di un negozio – visto che tra affitto, tasse da pagare e bollette ricevevo dei salassi impossibili da sostenere. A malincuore ho deciso di chiudere l’attività, anche se i problemi continuano, visto che dovrò pagare i costi che ne sono scaturiti. La crisi ha avuto senz’altro un peso determinante nel calo degli affari. A Siniscola sono molte le famiglie in difficoltà – prosegue – che tendono quindi a tagliare il più possibile le spese. Le piccole imprese, che sono il motore dell’economia, sono le prime a subirne le conseguenze. Il momento è davvero molto difficile per tutti». Bar, negozi di vestiario, calzature, oggettistica, servizi, uffici: negli ultimi due anni hanno chiuso svariate tipologie di esercizi commerciali. Chi invece va avanti lo fa confidando in tempi migliori.
«Speriamo che questa crisi non duri in eterno – affermano alcuni venditori del centro abitato – anche se per adesso dobbiamo andare avanti stringendo forte i denti. Il commercio sta attraversando un periodo molto duro. Bisogna stimolare la gente ad uscire di casa, nonché alleggerire la pressione fiscale, compresa quella comunale. Gran parte degli introiti se ne va tra tasse e spese spesso insostenibili, sottraendo risorse importanti al circuito economico». Molte attività guardano adesso alle feste natalizie. Sarà infatti un periodo molto importante per le vendite.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
