Torpè, arriva la promessa di nuovi fondi
Intitolato a Maria Frigiolini lo spazio verde dell’anfiteatro. De Angelis ha assicurato per l’isola 500 milioni in 5 anni
Erasmo De Angelis, responsabile nazionale della struttura contro il rischio idrogeologico del governo Renzi, ha assicurato ieri lo stanziamento di 500 milioni di euro in cinque anni a favore della Sardegna, ma i sindaci dei territori colpiti dalla terribile alluvione sembrano non credere più alle promesse. Non fosse altro perché dell’arrivo di risorse per combattere il dissesto idrogeologico e rimettere in sesto le infrastrutture danneggiate dal ciclone Cleopatra, ne avevano parlato prima il ministro Orlando nella sua visita a Torpè un anno fa e poi l’onorevole Maurizio Lupi.
In una bella giornata di sole, a Torpè un anno dopo l’alluvione che ha cambiato in peggio la vita di tante persone, si è svolta una cerimonia commemorativa con l’inaugurazione dell’anfiteatro rimesso a nuovo grazie alle donazioni di Paolo Fresu e Bnl. Lo spazio verde è stato intitolato a Maria Frigiolini, l’anziana donna nella sua casa inondata dal fiume. A pochi passi dalla targa che ricorda il livello delle acque raggiunto quella tragica notte, davanti a forze dell’ordine, vice prefetto di Nuoro, presidente del consiglio regionale e provinciale e tutti i sindaci della zona, il parroco don Giuseppe Zizi ha messo il dito proprio sul disimpegno dello stato. «Subito dopo il ciclone, i politici ci hanno detto che non saremmo rimasti soli, ed è vero – sorride amaramente – ora purtroppo siamo in compagnia degli alluvionati di Genova, della Toscana e della Lombardia e se non fosse per la gara di solidarietà da tutto il mondo, difficilmente saremmo riusciti a risollevarci».
Una battuta che è servita a far sorridere le centinaia di persone presenti tra cui anche le decine di famiglie che a Torpè attendono di poter rientrare nelle proprie abitazioni devastate. Nell’aula consiliare l’intervento del giovane sindaco Antonella Dalu: «È stato un evento che ci ha duramente provati e a distanza di un anno, la situazione non è molto diversa da allora. Il ministro Orlando ci aveva dato fiducia il 24 novembre quando visitò le zone inondate ma sinora gli unici interventi che si stanno completando sono quelli del sovralzo dell’argine già finanziati e che sarebbero dovuti essere conclusi da tempo, il ministro parlò allora di 200 milioni di euro alla Sardegna più altri 5 per far fronte all’emergenza, non abbiamo visto nulla e ci crea imbarazzo chiedere soldi allo Stato. La Regione dice di non avere risorse, ed è finita nel vuoto la mia proposta di delocalizzare le case alluvionate e spostare i residenti in zone sicure». Le cause del dissesto sono state rimarcate dal presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau: «Corsi d’acqua tombati, disattenzioni urbanistiche e territorio martoriato dall’uomo, sono concause del disastro. Chi paga le conseguenze sono i sindaci e lo dico da ex amministratore, chi amministra non ha nessuna possibilità di intervenire perché le spese sono bloccate dal patto di stabilità pur avendo le risorse disponibili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
