La Nuova Sardegna

Nuoro

Schianto dopo la fuga, arrestato l’autista

di Tiziana Simula
Schianto dopo la fuga, arrestato l’autista

Ai domiciliari Salvatore Morittu di Orani: era alla guida dell’auto finita contro l’albero. Nell’incidente era morto Roberto Coi

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NUORO. Da ieri è agli arresti domiciliari nella sua casa, a Orani, Salvatore Morittu, il conducente dell’Alfa 147 che nella notte del 13 novembre era sfuggito al controllo della polizia, finendo la sua folle corsa contro un albero, in via Campania. Incidente costato la vita al suo amico e compaesano Roberto Coi, 25 anni, morto poco dopo all’ospedale San Francesco. Nello schianto era rimasto ferito anche il diciottenne Giuseppe Dessolis, anche lui di Orani, che viaggiava insieme a loro. I militari della compagnia di Nuoro insieme ai colleghi della locale stazione hanno arrestato il giovane in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa ieri dal gip del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, al termine delle indagini condotte dai carabinieri e dal sostituto procuratore Andrea Schirra. L’accusa nei confronti del ventenne è di omicidio colposo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale (per essersi opposto al controllo della polizia, fuggendo per le vie del centro nel tentativo di seminare la Volante), e guida in stato di ebbrezza. Sottoposto all’esame dell’etilometro, il tasso alcolemico del giovane, era risultato pari a 1,30 grammi per litro, di gran lunga superiore al limite consentito che è di 0,50. Sarebbe proprio questo, il motivo che lo avrebbe spinto a pigiare forte sull’acceleratore e a fuggire: secondo gli inquirenti, Morittu scappava ad un possibile controllo da parte degli agenti che lo inseguivano, consapevole di aver bevuto parecchi bicchieri di troppo.

Il terribile schianto a tutta velocità era avvenuto poco prima delle 23, in via Campania, subito dopo l’incrocio con viale del Lavoro. Mettendo tragicamente fine alla fuga dei tre giovani che, poco prima, non si erano fermati all’alt della Volante, in via Lamarmora. Da lì era cominciato l’inseguimento.

Nel tentativo di seminare l’auto della polizia, la 147, secondo la ricostruzione degli agenti, avrebbe cominciato ad accelerare, facendo anche manovre spericolate e sorpassando sulla destra un’altra macchina. La fuga era proseguita in viale del Lavoro, fino all’incrocio con via Campania. Una volta imboccata la via, l’Alfa 147 grigio metallizzata, che precedeva di una trentina di metri la Volante, aveva urtato con la ruota posteriore sinistra il cordolo del marciapiede della corsia di marcia opposta. Il conducente aveva così perso il controllo dell’auto. Che aveva finito la sua corsa contro un albero, sulla carreggiata destra. Un impatto devastante. La macchina si era accartocciata, schiacciando dentro l’abitacolo gli occupanti. Tutti estratti dall’auto ridotta ad un ammasso di rottami dai vigili del fuoco. Per Roberto Coi, che era seduto accanto al conducente, non c’è stato niente da fare: era morto poco dopo il ricovero in ospedale. Giuseppe Dessolis, che era seduto nel sedile posteriore, aveva riportato la frattura al femore destro e nei giorni scorsi è stato operato, mentre Salvatore Morittu, se l’era cavata con qualche escoriazione.

Ieri, per il ventenne, il provvedimento del gip.

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