No all’inceneritore, la Provincia boccia il progetto di Tossilo
L’assemblea chiede alla Regione di fare dietro front: «Smaltire i rifiuti in questo modo è costoso e inquinante»
MACOMER. Le commissioni provinciali ambiente, industria e lavoro riunite e presiedute rispettivamente da Pietrino Canudu, Massimiliano Vacca e Antonio Arbau hanno presentato un documento che chiede la sospensione del progetto del nuovo impianto di incenerimento di Tossilo, che poi l'assemblea provinciale ha approvato con due soli astenuti.
Diverse le motivazioni. «Questo tipo di smaltimento dei rifiuti è molto costoso e inquinante a causa delle sostanze dannose prodotte come diossina e altre polveri che nemmeno i filtri del nuovo termovalorizzatore sarebbero in grado di trattenere – si legge nel documento –. La Regione ha messo a disposizione del commissariato Consorzio industriale di Tossilo 42 milioni per la realizzazione del nuovo inceneritore senza preoccuparsi di verificare se vi fossero altri sistemi di trattamento dei rifiuti e una seria indagine sui costi attuali per lo smaltimento (230 euro a tonnellata, i più alti in Sardegna) e sullo stato di salute della popolazione del territorio». Le commissioni hanno anche espresso perplessità sul costo di 100 euro a tonnellata rispetto alle attuali 230 per lo smaltimento dei rifiuti previsti con il nuovo forno che però non prevede il costo per la demolizione delle due vecchie linee, del trasporto dei rifiuti dei comuni che conferiscono a Tossilo e la realizzazione di una nuova discarica.
«Anche l'Arpas provinciale, preposto al controllo del territorio, non ha a disposizione mezzi, personale e finanziamenti per effettuare determinate analisi come quelle del suolo, del sottosuolo e delle acque. Solo quella di Carbonia è in grado di garantirle, per rilevare sostanze inquinanti nelle aree vicine all'inceneritore che devono essere certificate da un ente pubblico. Molti comuni del territorio hanno classificato nel Puc come aree destinate ad aziende dell'agroalimentare, con la produzione di formaggi, vino, carni e olio di alta qualità, decisamente in contrasto con la politica dell'incenerimento che causa inquinamento e vede contrari anche i veterinari e i medici per l'ambiente».
Le tre commissioni chiedono anche che nel piano regionale sui rifiuti ci sia più uniformità nella classificazione della spazzatura per meglio differenziarla e che deve essere uguale in tutta l'isola cosa che per il momento è a discrezione delle imprese che si occupano dello smaltimento. L’ultima critica è per l’occupazione che dovrebbe creare il nuovo inceneritore. «Non ci risulta l'impiego di 100 unità lavorative come è stato dichiarato – si legge nel documento –, ma solo 40. Inoltre, un diverso sistema di trattamento dei rifiuti, meno costoso e inquinante, darebbe la possibilità di occupare più lavoratori».
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