La rivolta degli imprenditori
Siniscola, partecipata assemblea sulla crisi: «Troppe tasse e nessun servizio»
SINISCOLA. La crisi economica la provano sulla loro pelle tutti i santi giorni. E non ci sono attenuanti che tengano: Siniscola sta attraversando un momento drammatico, con tante attività che non riescono ad andare avanti o che chiudono, stremate dal basso giro di affari e da tasse, spese e costi che sempre più spesso non si riescono a sostenere. Di questo, più di 150 tra imprenditori e commercianti locali ne hanno parlato martedì scorso nel corso di una riunione nata per fare il punto della situazione sulle difficoltà in cui versa il territorio. «Niente di politicizzato né tanto meno in antitesi verso qualcuno in particolare – sottolineano alcuni promotori –. Semplicemente abbiamo discusso in maniera articolata delle tematiche che stanno stritolando la nostra città, riunendo commercianti ed imprenditori per costruire un discorso più ampio e confrontarci tutti assieme». È emerso un quadro allarmante. I settori produttivi, che sono le colonne dell’economia locale, hanno passato in rassegna molte problematiche, proponendo inoltre delle soluzioni. Dai costi salatissimi delle utenze, all’impennata delle tasse locali passando per la mancanza di servizi indispensabili e del boom di disoccupati, la discussione ci ha messo poco ad entrare nel vivo. Molti esercenti hanno sottolineato l’esigenza di rivisitare completamente l’appalto per la raccolta differenziata, al fine di abbatterne i costi e quindi dare un taglio alle bollette.
«La crisi che stiamo attraversando è gravissima – dicono alcuni commercianti –. Il giro di affari si è ridotto drasticamente per tutti, ma nonostante ciò abbiamo assistito ad un aumento di molte spese, incluse le tasse locali. Pagare certe bollette, come quella dei rifiuti, è diventato troppo oneroso, così come altre tasse sui beni immobili e produttivi. Per poter ripartire occorre dare un taglio alle spese”. Altri esercenti hanno contestato le bollette dell’acqua. “Negli ultimi anni a molti di noi sono arrivati dei salassi – è stato detto – riferiti tra l’altro ad un servizio di bassa qualità. Adesso ci mancava solo il deposito cauzionale chiesto da Abbanoa. Ma dove li troviamo i soldi per poter pagare tutte queste cose?». Malcontento anche per la carenza di tanti servizi, ritenuti indispensabili per rilanciare Siniscola in questo momento di difficoltà. «Ci sentiamo poco rappresentati – hanno asserito parecchi imprenditori – ma è indubbio che occorra dare una svolta alla crisi che sta attraversando il territorio. Così non si vive più».
Durante l’assemblea si è ipotizzato di organizzare «manifestazioni forti di protesta», per far sentire il grido dell’intera categoria, che comprende migliaia di operatori.
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