La casa natale diventa una biblioteca
Il canto di benedizione della casa e della famiglia, un brano internazionale pieno di pathos, interpretato dal Complesso vocale di Nuoro diretto da Franca Floris, dà il benvenuto nella bianca “corte”...
Il canto di benedizione della casa e della famiglia, un brano internazionale pieno di pathos, interpretato dal Complesso vocale di Nuoro diretto da Franca Floris, dà il benvenuto nella bianca “corte” ai tantissimi curiosi. Poter assistere alla visita guidata in quella che è stata la casa natale di Sebastiano Satta, proprio nel giorno in cui Nuoro celebra i cento anni dalla morte del suo poeta, non è cosa da poco. A dare il benvenuto agli ospiti il sindaco Alessandro Bianchi e l’assessore alla Cultura Leonardo Moro. Per alcuni è un ritorno al passato, alla ricerca di qualche dettaglio che un restauro forse non troppo filologico ha dovuto necessariamente sacrificare. Lo spiega subito l’architetto Franco Niffoi, al signore nuorese che chiede notizie della palma, un tempo parte integrante di quella “cortitta”. «Si tratta di una casa umile di fine Ottocento, dove le esigenze abitative erano comprensibilmente molto differenti, pertanto era necessario intervenire per renderla agibile e fruibile a tutti, abbattendo le barriere architettoniche e costruendo il vano ascensore. La palma, invece, ha lasciato il posto a un’altra radice, proprio al centro del cortile, che dà subito l’idea di quello che custodisce: libri». La “radice” di cui parla l’architetto è il cristallo calpestabile, che lascia intravedere i locali sotterranei, dove insistono i moderni e tecnologici scaffali che ospiteranno i fondi librari di notevole valore storico e culturale, donati, nel corso degli anni, alla biblioteca Sebastiano Satta. «Non è una casa-museo – chiarisce Niffoi – ma un edificio destinato ad ospitare una biblioteca». (g.c.)
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