La Nuova Sardegna

Nuoro

La musica in onore di S’abbocau

di Gianluca Corsi
La musica in onore di S’abbocau

Gavino Murgia in concerto con gli studenti del liceo di via Deffenu

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NUORO. I virtuosismi muggenti di Gavino Murgia, che richiamano le voci trasfuse del canto a tenore, così legati all’immenso patrimonio musicale della Sardegna. E, al tempo stesso, trascinanti, come solo la ribellione del jazz può essere, talmente universali da ricordare vagamente le trifonie dei nomadi delle steppe. Forse sta tutto in quel bis spontaneo (quasi strappato all’ultimo minuto al musicista nuorese) il vero senso della giornata che, nel centenario della morte, gli studenti del liceo Sebastiano Satta hanno voluto dedicare al grande poeta da cui prende il nome la loro scuola. E chissà perché, esibizione dopo esibizione, poesia dopo poesia, si fa sempre più forte la convinzione che, quello dei ragazzi, sia l’omaggio che il grande Vate di Sardegna avrebbe certamente gradito di più. Senza nulla togliere alle cerimonie ufficiali e alle celebrazioni e convegni che ancora devono venire. Forse perché, proprio lui, alle grandi cerimonie aveva rinunciato anche nel giorno del suo funerale, concedendosi giusto una bara foderata di raso rosso, portata a spalla dagli amici mesti verso il camposanto di Sa ’e Manca, silenziosi, senza preghiere e lamenti funebri. O forse perché quegli studenti del liceo musicale e delle scienze umane a lui intitolato, a vederli ieri mattina, così preparati e appassionati, così intenti a non sfigurare nell’importante anniversario, impersonano un po’ quelle giovani generazioni sarde, quei figli ai quali il Satta affida l’isola in versi pregni di idealismo socialista. Gli studenti del liceo musicale non vacillano neppure quando Annico Pau, ex sindaco repubblicano di Nuoro e fine cultore di Satta, dopo un’avvincente prolusione sull’avvocato e oratore, amato dal popolo che, invece, spesso non ne comprendeva appieno la poesia eccessivamente aulica, fa leggere loro tre inediti. Nel corso della mattina, dopo l’applaudita esibizione del coro Grazia Deledda, che tra l’altro ha cantato uno dei deliziosi bozzetti scritti in nuorese (S’abbocau), sono stati gli stessi ragazzi a dare il meglio di sé, sotto lo sguardo giustamente orgoglioso della dirigente scolastica Carla Marchetti e del corpo docente che li ha seguiti in questo importante anniversario. Nell’aula magna dello storico caseggiato di via Deffenu si sono alternati, con grande disinvoltura, ragazzi e ragazze che hanno interpretato alcuni classici di Bustianu Satta, con l’accompagnamento musicale dei loro compagni. Lo stesso Gavino Murgia, ex alunno del liceo (allora Istituto magistrale), si è complimentato coi ragazzi e con i docenti per l’evento dedicato a uno degli straordinari figli di Nuoro. «Siete fortunati – ha commentato Murgia – a frequentare una scuola che dà tanto spazio alla musica e alla creatività. Io mi ero iscritto alle magistrali proprio perché una delle materie della scuola era la musica, anche se poi ho scoperto che si limitava a 50 minuti a settimana». Una cocente delusione per uno che andava a scuola con l’inseparabile sassofono e non pensava ad altro.

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