Siniscola si ferma per un giorno per protestare contro la crisi
Giovedì negozi ed uffici chiusi. Tutti in strada per chiedere la riduzione del carico fiscale Gli operatori economici: «Tari, Tasi e Imu stanno portando le imprese alla chiusura»
SINISCOLA. Una mobilitazione di questo tipo, a Siniscola pare che non ci sia mai stata prima. La crisi economica è però arrivata ad un livello drammatico, in città. Commercianti, imprenditori, titolari di uffici e, più in generale, tutti gli operatori dei settori produttivi vanno avanti con estrema fatica, facendo inoltre i conti con spese e tasse schizzati a livelli insostenibili. Davvero un momento gravissimo per tutti, tanto che giovedì prossimo, 4 dicembre, negozi, uffici, imprese e via dicendo non lavoreranno per l’intera giornata. Tutto chiuso in segno di protesta, a Siniscola e frazioni. Per esprimere il malessere di centinaia di esercizi e rivendicare nuove azioni di contrasto. L’iniziativa è partita dagli stessi operatori attraverso il “Comitato apolitico di cittadini attivi di Siniscola”, che ha annunciato la serrata delle attività più un corteo di protesta che giovedì, alle 9, partirà dalla piazza del cimitero per poi snodarsi nelle strade principali del centro abitato, sino alla via Roma. Gli operatori economici di tutto il territorio porteranno in piazza le loro istanze, esprimendo il loro malessere in particolare per il carico fiscale che devono sostenere nonostante il drastico crollo degli affari. L’appello è esteso a tutta la popolazione, chiamata a prendere parte al corteo per sostenere le istanze dei settori produttivi, sui cui poggia l’economia locale. La crisi galoppa, a Siniscola. Si respira ovunque un clima di insoddisfazione. Da qui la chiusura delle attività, anticipata da varie iniziative, a partire dai necrologi funebri nei quali si annuncia “la morte del lavoro”. La serrata di negozi, imprese e uffici travolge anche l’amministrazione civica.
«Chiediamo immediatamente la rivisitazione dell’appalto della raccolta differenziata – affermano i promotori dell’iniziativa – trovando un’intesa per ridurre gli esborsi che gravano sui cittadini, garantendo allo stesso tempo la tenuta occupazionale dei posti di operatore ecologico ad oggi esistenti, per non aggiungere ulteriori sofferenze al territorio. La riduzione della Tari non dovrà gravare su altre tasse, i cui importi sono ormai insostenibili. Se le cose non dovessero cambiare, di questo passo si andrà incontro ad un collasso del tessuto economico imprenditoriale, ormai allo stremo». Quello delle tasse è un tema portante. «Tari, Tasi, Imu e altri tributi hanno raggiunto tariffe proibitive – si legge in un altro documento – che stanno portando le imprese alla chiusura. L’imposta più grave è la tassa sui rifiuti, applicata con aliquote troppo alte. Visto il grave momento che stiamo attraversando, dall’amministrazione ci saremmo aspettati maggiore sostegno ad imprese e famiglie, e non l’impennata delle imposte locali, che si aggiungono a tutte le altre». Le adesioni alla serrata sono moltissime. Giovedì, a Siniscola e frazioni le strade saranno scandite da vetrine spente e serrande chiuse. Con gli operatori economici riuniti in piazza per reclamare un futuro più confortante.
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