La Nuova Sardegna

Nuoro

Caccia ai fondi per salvare i libri di tziu Antoni Cuccu

di Valeria Gianoglio
Caccia ai fondi per salvare i libri di tziu Antoni Cuccu

Servono 2mila euro per proseguire l’esperienza dell’ambulante-poeta scomparso L’intera biblioteca è stata acquisita da Cheick Diagne: voglio seguire le sue orme

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NUORO. Nove anni fa, alla scomparsa di tziu Antoni Cuccu, Cheick Tidiane Diagne, commerciante ambulante giunto dal Senegal in Sardegna all’inizio degli anni Novanta, aveva osservato tutti i libretti del suo caro amico e dentro il suo cuore aveva preso una decisione: ancora non sapeva in che modo ma avrebbe seguito la strada intrapresa tanti anni prima da tziu Antoni. Un percorso fatto di ricerca di tradizioni popolari, di raccolta di poesie in sardo, e di stampa di decine di piccoli libri che imprimevano sulla carta la forza dei versi nei diversi dialetti dell’isola.

Qualche anno dopo, Cheick Diagne riceve una chiamata. Dall’altro capo del telefono c’è la moglie di tziu Antoni. I due parlano di tempi recenti ma ormai passati, di quel periodo dove il giovane senegalese aveva conosciuto tziu Antonio Cuccu e si era innamorato del suo lavoro di piccolo editore di libretti di poesie in sardo. «Perché – dice la vedova di tziu Antoni a Diagne – ora che lui non c’è più non ti occupi tu dei libri di mio marito?». A Diagne non sembra neanche vero: è un piccolo grande sogno che si realizza. E così parte, dà inizio alla sua nuova avventura, recupera il patrimonio di libri del suo amico e mentore, e comincia come lui a venderli in giro per tutta la Sardegna.

Ed è subito un successo, ma non di quelli che stordiscono e fanno perdere la ragione. No, Diagne ha anzi ben impresso nella testa il prossimo obiettivo da raggiungere.

«Vorrei proseguire il lavoro di tziu Antoni nel campo dell’editoria in sardo – spiega – e vorrei stampare due suoi libri. Il primo “Sa canzone de Flora” di Bartolomeo Serra e “La tigre d’Ogliastra” di tziu Antoni. Seguendo l’esempio di tziu Antoni vorrei stampare queste poesie della tradizione. Questo è ciò che lui mi ha insegnato».

La volontà c’è, dunque, ma al momento non ci sono gli euro: ne basterebbero duemila. Proprio per trovare la somma necessaria alla stampa dei due libri, è nata, in queste ore, una mobilitazione che viaggia soprattutto sui meandri di internet. È una raccolta fondi on line che è nata all’interno di un progetto chiamato “Fqts”, finanziato dalla fondazione con il sud. Lo stesso progetto ha finanziato anche un cortometraggio sulla vita di Diagne. Chi volesse dare il suo contributo alla nuova scommessa può accedere al sito www.produzionidalbasso.com, alla voce project-Diagne e la sua biblioteca.

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