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Cantanne pro tene, concerto dedicato a Giovanni Farre

BITTI. Un pubblico dalle grandi occasioni ha assistito al concerto “Cantanne pro tene”, dedicato a Giovanni Farre, vittima del ciclone Cleopatra. L’ampia chiesa di San Giorgio Martire si è riempita...

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BITTI. Un pubblico dalle grandi occasioni ha assistito al concerto “Cantanne pro tene”, dedicato a Giovanni Farre, vittima del ciclone Cleopatra. L’ampia chiesa di San Giorgio Martire si è riempita in un attimo per ascoltare le proposte del “gota” del canto e della musica bittese, attualmente in attività. In quello scenario fantastico tutto parlava di Giovanni Farre e non solo la gigantografia con la fotografia del povero Giovanni che annunciava il concerto. Michele Tatti, che ha presentato lo spettacolo, si è rivolto a Jhon Ferry come se fosse presente, nascosto per fare «il regalo più bello per il tuo paese», chiamando tutti a raccolta, come se da un momento all’altro potesse apparire. Gli artisti hanno proposto pezzi che era solito cantare Giovanni. La sua figura aleggiava in ogni dove.

«Juanne da un’annu ses assente / dae canno in cuss’oscura die / sas abbas de su Rivu de repente / tin can piccattu in sartu’e Onanie / Narami si ses tue ancora inie / oppuru su Deus Onnipotente / at cherfitu a cantare propriu a tie / in su coro ’e sos Anzelos presente?» sono alcuni versi letti da Bachisio Pira, componente del tenore Mialinu Pira, prima dell’inizio del concerto. Il coro parrocchiale, composto da giovanissimi ha inebriato i presenti con “Alza gli occhi verso i monti”, un cavallo di battaglia di Giovanni. La brava cantante Maura Fresu, con la sua voce dolce, e il giovane Pasquale Carzedda, alla chitarra, hanno creato un clima di ossequioso ascolto. Subito dopo i mostri sacri dei tenores, il gruppo Remunnu ’e Locu. Seguono la voce melodiosa di Antonietta Masia con un testo che si richiama al 18 novembre e le note di Antonello Sanna. Il tenore Mialinu Pira ha, fra l’altro, proposto Grobbes de s’Annossata, altro cavallo di battaglia di Jhon Ferri, come le canzoni over cantate dai I Nottambuli. Poi il possente coro Santu Jorgi e il tenore Dure, terzo pilastro del canto a tenore bittese. Tatti ha letto, a nome della moglie, alcuni versi d’amore e dolore. Infine il canto corale degli artisti con il pubblico in piedi, alla chitarra Antonello Sanna, per chiudere con le parole di don Mario Mula, sintetizzando il tutto: «La speranza e l’amicizia espresse con le preghiere, il canto, il dialogo». (b.a.)

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