Il centro Onda Rosa approda in Senato
Luisanna Porcu a confronto con i “big” della politica nazionale: «Sì all’inserimento delle vittime nel mondo del lavoro»
NUORO. «Se mi chiedessero che rapporti abbiamo con la politica locale? Risponderei nessuno, perchè probabilmente, come succede spesso in questo Paese, anche i nostri amministratori parlano della violenza sulle donne solo quando sono in campagna elettorale o per ottenere in qualche modo visibilità». Parla senza mezzi termini Luisanna Porcu, presidente del centro antiviolenza Onda Rosa, che in occasione della giornata mondiale contro il femminicidio ha raggiunto l’aula del Senato della Repubblica ed è riuscita a confrontarsi con “i big” della politica nazionale su una delle piaghe di questa società. Perché si sa, da anni le istituzioni fanno tanti proclami ma poi nessuno agisce, nessuno ha finora posto in essere azioni serie contro la violenza di genere.
Così l’associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza – di cui Onda Rosa è socia fondatrice, ha organizzato unitamente al Senato della Repubblica, un’iniziativa internazionale per confrontarsi sul cosa significhi realmente “Contrastare la violenza contro le donne e migliorarne la qualità della vita”.
«In Senato è stato ribadito il ruolo strategico dei nostri Centri nelle politiche di prevenzione e contrasto della violenza alle donne, a partire dalla Convenzione di Istanbul e dalla necessità, quindi, di affrontare la violenza con approcci strutturali e di sistema – continua l’esperta –. Particolare attenzione è stata posta all’inserimento nel mondo del lavoro e all’accompagnamento all’autonomia economica. È verissimo che la violenza maschile è trasversale e riguarda tutte le fasce della popolazione femminile, ma è anche vero che in un buon 50% dei casi la violenza economica è una costante, quindi le donne si trovano a dipendere economicamente dal proprio aggressore. Questo determina in moltissimi casi che le donne permangano nella situazione di violenza proprio perché non hanno gli strumenti economici per procurarsi alternative».
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