Anche Arbau boccia l’inceneritore
Macomer, il consigliere provinciale di Sel interviene nel dibattito sull’impianto
MACOMER. Il consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà Antonio Arbau con una nota ritorna sulla possibilità della realizzazione di una nuova linea di incenerimento a Tossilo in sostituzione dei due vecchi forni. «È un metodo di smaltimento ormai superato, inquinante e molto costoso – afferma il consigliere macomerese – e in contraddizione con la vocazione del territorio, che ormai dopo la chiusura del tessile e di altre attività produttive nel territorio vede nell'agroalimentare il settore trainante dell'economia, considerato anche che molti comuni della zona hanno inserito nel Puc diversi terreni classificandoli come E1 cioè destinati all'allevamento e alla coltivazione di prodotti di alta qualità come carni, formaggi, vino, olio e altre produzioni». Importanti anche i dati del servizio veterinario e riportati da Arbau nella nota che vedono nel distretto di Macomer 82 aziende per l'allevamento di bovini con 2836 capi e 107 aziende quelle dell'ovicaprino con 30.621 capi e un totale di 192 addetti. Nel resto del Marghine gli allevamenti di bovini sono 269 per un totale di 10.527 capi mentre quelle ovicaprine sono 390 con ben 105.330 capi allevati e 712 addetti. Arbau si sofferma anche sulle conseguenze sulla salute dei cittadini dal sistema di incenerimento e l'impossibilità dell'Arpas di eseguire analisi e controlli soprattutto su suolo, sottosuolo e sulle acque per mancanza di mezzi, personale e finanziamenti.
«La Regione con il contratto per l'area di crisi di Tossilo ha stanziato 20 milioni per il nuovo inceneritore ma non si capisce chi dovrà finanziare il resto per la realizzazione della discarica per lo smaltimento delle ceneri residue, la demolizione dei vecchi forni e la costruzione del nuovo impianto, senza peraltro prendere in considerazione altri metodi per il trattamento dei rifiuti».
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