La Nuova Sardegna

Nuoro

Cumbidanovu, la protesta continua

di Nino Muggianu
Cumbidanovu, la protesta continua

Orgosolo, sit-in di 45 operai davanti alla Prefettura. Chiedono un intervento urgente del presidente della Regione

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ORGOSOLO. Sarà un inverno caldo sul fronte della diga di Cumbidanovu, le lettere di licenziamento dei 45 operai che sembravano inconcepibili visto che si tratta di un’opera finanziata sono purtroppo una realtà. Ieri gli operai sotto le bandiere delle Cgil Fillea, hanno fatto un sit -in in Prefettura per mettere tutti al corrente della gravissima situazione che stanno vivendo sulla loro pelle con le loro famiglie. Gente che da mesi non percepisce un centesimo e che dal 30 di novembre dovrebbe perdere anche la possibilità di proroga della cassa integrazione. Un fatto davvero singolare che un’impresa abbia il potere di bloccare un’opera strategica come la diga di Cumbudanovu. In tanti, si chiedono perché non andare avanti con i lavori lasciando che i contenziosi possono essere discussi contemporaneamente. I lavori fermo significa prezzi da aggiornare in continuazione e praticamente i fondi che erano destinanti verranno azzerati senza che di lavori non si sia fatto nulla. Adesso si chiede a gran voce l’intervento diretto del presidente Pigliaru. Per dare una mano ai lavoratori scendono in campo i sindacati che nel frattempo hanno visto bene di divedersi anzichè fare fronte unico. Per Antonella Mereu segretaria Fillea Cgil Provinciale,dopo le lettere di licenziamento ricevute dai lavoratori il presidente Pigliaru deve assumersi in prima persona l’onere e l’onore di risolvere la delicata situazione venutasi a creare a seguito del contenzioso tra il Consorzio di Bonifica e l’impresa Itinera. Contenzioso aggravato anche dal ciclone Cleopatra che ha spazzato via il cantiere. «Per noi – aggiunge Mereu – occorre trovare la squadra, è di vitale importanza la sua realizzazione non solo per i livelli occupazionali ma, per le ricadute che provocherà a valle per i circa 2800 ettari che dovrà irrigare».

Per la segretaria Fillea Cgil sembra che su questa unica grande opera della Provincia di Nuoro sia calata l’indifferenza o interessi «solo a coloro che speculano sulle condizioni di difficoltà dei lavoratori, magari preparandosi campagne particolari. Noi dalle istituzioni preposte pretendiamo risposte certe e in tempi ragionevoli». In fermento anche la Filca Cisl con il responsabile provinciale Giovanni Marongiu che «condanna l’atteggiamento di chiusura dell’azienda, che senza nessun incontro con il sindacato in maniera del tutto pretestuosa, dal 30 novembre, comunica alle maestranze la risoluzione del rapporto di lavoro».

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