La Base: alloggi popolari, scoviamo i “furbetti”
Le proposte di Cocco per risolvere il problema del degrado di tante case in città «Riqualifichiamo gli edifici comunali pericolanti con i fondi europei»
NUORO. «Scovare i furbetti tra gli assegnatari degli alloggi popolari, riqualificare gli edifici comunali pericolanti attraverso i finanziamenti europei, concedere un termine ai proprietari di immobili abbandonati perché li restaurino, e se non rispettano quel termine, acquisirlo al patrimonio comunale». Il coordinatore cittadino di La Base, Sebastian Cocco, ha insomma le idee piuttosto chiare sulle strade da percorrere per risolvere il problema del degrado di tanti, troppi, edifici a Nuoro.
«Sarà capitato a chiunque – scrive – di passeggiare recentemente per i vicoli dei quartieri storici della città, Santu Predu e Seuna, anche in occasione della recente manifestazione di Mastros in Nugoro e di aver notato il violento contrasto tra la magia delle scritte murarie effigianti passi sattiani e deleddiani e il degrado dovuto allo stato di completo abbandono di molti immobili del Comune e di privati. Ruderi all'interno dei quali si aggirano i fantasmi di un'amministrazione che, da un lato, non conosce esattamente il proprio patrimonio perché mai censito e, dall'altro, non offre una prospettiva di utilizzazione degli immobili, anche quelli privati cadenti, per finalità pubbliche. Il tutto in una città che perde abitanti da tempo e che vede le famiglie in stato di povertà estrema cacciate sulla strada».
Fatta questa premessa, precisa il coordinatore cittadino della Base, ci sono altre strade per «coniugare la riqualificazione urbana e l’aumento dell’offerta abitativa a costo zero». Occorre, precisa Sebastian Cocco, «muoversi rapidamente in una triplice direzione». La prima direzione sarebbe quella di «scovare quei furbetti assegnatari di alloggi popolari e, al contempo, proprietari, specie per interposta persona, di confortevoli dimore in riva al mare e revocare loro l’assegnazione».
La ricetta-Cocco e La Base per risolvere poi il problema degrado, prevede la riqualificazione degli edifici comunali pericolanti «attraverso le tantissime forme di finanziamento che l’Unione europea contempla». «Infine – aggiunge – quanto agli immobili di proprietà privata, spesso abbandonati a sé stessi a causa di contenziosi tra eredi, occorre concedere un termine ai proprietari perché provvedano al restauro. Dopo tale termine, procedere all'acquisizione al patrimonio comunale, al declassamento a rudere, alla riqualificazione e alla vendita nel libero mercato. È una soluzione di buon senso già adottata in altri comuni della Sardegna». (v.g.)
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