Arma illegale, il tribunale assolve un orunese
NUORO. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a due anni, ma la sua difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Talanas, evidentemente è riuscita a convincere i giudici del...
NUORO. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a due anni, ma la sua difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Talanas, evidentemente è riuscita a convincere i giudici del tribunale collegiale della bontà delle proprie argomentazioni. Si è concluso, dunque, con un’assoluzione per non aver commesso il fatto, il processo che vedeva l’orunese Gianni Chessa, a giudizio per la detenzione illegale di un fucile. L’arma era stata trovata qualche anno fa, nel 2009, dai carabinieri. In un terreno di Chessa, nascosto dentro la corteccia di un albero avevano trovato un fucile illegale. La vicenda giudiziaria si è conclusa ieri mattina. L’avvocato di Chessa, Giuseppe Talanas, nella sua arringa ha battuto molto sul fatto che la presenza di un’arma all’interno del terreno di Chessa, di per sè non significava che la stessa arma appartenesse all’allevatore, perché chiunque poteva entrare in quel terreno, scavalcando semplicemente una recinzione. I giudici del collegio presieduto da Antonio Luigi Demuro, gli hanno dato ragione. Chessa è stato assolto da ogni accusa. (v.g.)
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