Crisi senza fine a Siniscola, negozi chiusi per protesta
Oggi la rivolta dei commercianti sfiniti dalle tasse e dalla contrazione dei consumi Saracinesche abbassate per tutta la mattina. Un corteo sfilerà nel centro storico
SINISCOLA. Il corteo di protesta degli operatori economici è previsto oggi di buon mattino. Alle 8.30 è previsto il raduno nella piazza del cimitero, da dove, intorno alle 9, centinaia di persone si incammineranno per le vie principali di Siniscola gridando il loro malcontento per l’aumento delle tasse e il dilagare della crisi economica, dalla quale non si intravede ancora una via d’uscita. Gli affari di negozianti, studi privati, imprese e via dicendo stanno colando a picco. Ovunque si registrano preoccupazione e insoddisfazione, innescando una reazione a catena sull’intero tessuto sociale. Oggi, così, a Siniscola e frazioni le attività chiuderanno in segno di protesta, dando un segnale forte alle istituzioni affinché si faccia realmente qualcosa – ad iniziare dalla riduzione della pressione fiscale – per uscire dalla stagnazione che ha inghiottito il territorio. Serrande chiuse e vetrine spente saranno il segno del malcontento, motore dell’iniziativa, promossa dal comitato apolitico di cittadini attivi di Siniscola, che comprende anche il corteo a piedi al quale sono invitati a prendere parte tutti i cittadini. La questione, infatti, riguarda l’intera popolazione. L’evento non ha precedenti. Non è mai capitato prima che tutti gli operatori economici si fermassero per una mobilitazione di protesta di queste dimensioni, contestando apertamente l’aumento delle tasse (comprese quelle locali) in un momento dove di soldi ne girano ben pochi per tutti. Ma la protesta vuole andare oltre. Fondamentalmente le attività produttive reclamano maggiore attenzione, denunciando lo stato di sofferenza in cui versano ed esortando azioni forti per superare il brutto momento, che rischia di rendere la crisi senza fine. «Bisogna ridurre le tasse, creare tanti posti di lavoro, assicurare nuovi servizi e rendere il territorio più competitivo – affermano alcuni commercianti – perché così non si può più andare avanti». A Siniscola il numero dei disoccupati e delle attività imprenditoriali che hanno chiuso i battenti è in drammatica crescita. Sono ripresi i flussi migratori. Ragazzi freschi di studi, ma anche giovani di 30, 40 e anche 50 anni, molti dei quali con famiglie al seguito, stanno abbandonando il territorio per cercare fortuna altrove. Chi resta in città ce la sta mettendo tutta per andare avanti. Riuscirci è però difficile. Oggi gli operatori economici hanno deciso di far sentire il loro grido di protesta. Siniscola diventa pioniera di una vertenza che potrebbe estendersi a molti altri centri. La serrata dei negozi, infatti, ha catturato l’attenzione dei commercianti di altre località. La giornata di oggi, insomma, potrebbe segnare l’inizio di una vertenza pronta a divampare in tutta la Sardegna.
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