La Nuova Sardegna

Nuoro

Abusi sessuali in edicola, il gip ascolta la bambina

di Valeria Gianoglio
Abusi sessuali in edicola, il gip ascolta la bambina

Ieri mattina in tribunale la piccola ha parlato nel corso di un incidente probatorio La difesa: l’indagato ha solo cercato di tranquillizzare la bimba dopo una caduta

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NUORO. La psicologa sempre vicino, la mamma a poca distanza, che attendeva con ansia fuori dalla porta, le domande poste con la delicatezza dovuta a una bambina che in tribunale deve rispondere alle domande di un giudice su un caso di violenza subìta. Sono servite alcune ore, ieri, in una stanza del Palazzo di giustizia, per concludere l’incidente probatorio nel corso del quale è stata sentita la presunta vittima di un abuso sessuale commesso a Nuoro.

Il fatto risale ad alcuni mesi fa ed era avvenuto in una zona centralissima: via Lamarmora. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia che era intervenuta subito con gli agenti delle Volanti, quel giorno nell’edicola era entrata una bambina. Fuori l’aspettava la nonna, e lei, la piccola, aveva chiesto all’edicolante se poteva acquistare alcuni braccialetti. L’edicolante le aveva risposto più o meno così: «Sceglili pure tu», e le aveva indicato l’angolo dell’edicola – piuttosto piccola – dove erano sistemati i braccialetti. Ma è proprio in quel momento che la situazione precipita.

La bambina, infatti, poco dopo esce dall’edicola visibilmente scossa. La nonna le chiede cose le era accaduto, e lei le spiega che l’edicolante le aveva dato un bacio mentre era a terra, nell’edicola, dopo essere caduta.

L’edicolante di lì a pochi istanti, esce dal suo luogo di lavoro, e lo dice subito, che era stato solo un equivoco, e che la bambina si era agitata solo per la caduta, e che lui le aveva dato un bacio e una carezza solo per tranquillizarla, visto che era appena scivolata. «È stato un equivoco, signor giudice, solo un equivoco – aveva ripetuto l’edicolante anche nel corso dell’udienza di convalida – È vero, gli ho dato un bacio, ma solo sulla testa, come si dà a una bambina, come chiunque darebbe a una bambina che si è spaventata per qualche motivo, e per tranquillizzarla visto che era appena caduta nella mia edicola mentre sceglieva alcuni braccialetti, e la caduta l'aveva fatta agitare».

Quel giorno, assistito dall'avvocato Giuseppe Floris, aveva deciso di rispondere alle domande del giudice e di ribadire che il suo gesto fosse tutt'altro che una “violenza sessuale”, quanto il tentativo, seppur maldestro, di calmare una bambina che era appena caduta. Ieri mattina, poi, il racconto della bambina nel corso di un incidente probatorio. La sua testimonianza, dunque, entrerà di diritto come prova in un eventuale processo a carico dell’edicolante.

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