Saipem nei guai, fermato il gasdotto
Il committente straniero annuncia la sospensione del progetto South Stream, allarme tra amministratori e operai
ARBATAX. Problemi per la Saipem (che oggi riunirà il proprio cda) cui fa capo, per intero, anche il cantiere operativo Intermare fabrication yard di Arbatax. Si tratta dell’unica realtà industriale in Ogliastra. Giovedì 4, Saipem ha comunicato che, in relazione al progetto South Stream, ha ricevuto una notifica di sospensione «Notification of suspension of Marine Spread activities» da parte del cliente. Il progetto che potrebbe permettere il trasporto del gas naturale russo nell'Europa continentale, bypassando l'Ucraina e attraversando il Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l'Ungheria e l'Austria, a distanza di nemmeno due anni, è stato quindi ufficialmente sospeso. Saipem ha ricevuto la notifica di sospensione dal consorzio fondato da Gazprom ed Eni nel 2007 e che vede impegnati in prima linea colossi come la francese Edf e la tedesca Wintershall. Venerdì 5 è stato reso noto che il cda si riunirà quest’oggi per un primo esame del budget 2015, da predisporre alla luce di uno scenario macroeconomico incerto e difficile a causa della caduta del prezzo del petrolio e delle tensioni che coinvolgono la Russia. Tra le questioni sul tavolo anche la situazione del gasdotto South Stream, la cui costruzione è stata fermata dal governo russo. Il tema dello stop al gasdotto South Stream continua a focalizzare l'attenzione del mercato dopo che il titolo ha sofferto sull'annuncio della Russia di voler interrompere il progetto. La controllata Eni ha però precisato di non potere quantificare gli impatti economici non sapendo la durata della sospensione o quale sarà la decisione finale del cliente. L'ad di Gazprom, Alexiei Miller, è parso però metterci una pietra tombale dichiarando, sabato 6, che il progetto è «assolutamente chiuso in maniera definitiva». Si dovrà dunque vedere come tale posizione verrà formalizzata alla società. E a questo punto già quest’oggi Saipem potrebbe dare un aggiornamento sulla vicenda. «South Stream? Se si arrivasse allo stop, per Saipem ci sarebbe un ricavo mancante nel 2015 per 1,250 miliardi di euro». A dirlo, mercoledì 3, prima che giungesse la comunicazione ufficiale della sospensione, era stato è l'ad di Saipem, Umberto Vergine, che intervistato dal Sole 24 Ore ha riflettuto così sulle conseguenze dell'annuncio di Mosca: «Uno stop si tradurrebbe in una carenza di margini significativa e in un fermo delle navi con relativo costo». Vergine si era sofferma poi sulle ricadute del possibile stop sui conti di Saipem: «Il 2015 doveva essere l'anno in cui consolidare la performance e, invece, la strada sarà ancora in salita. Se poi consideriamo anche il calo del prezzo del greggio, l'impatto di questi fattori non sarà marginale».
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