«Devo la mia vita a un poliziotto»
La storia del professore che il giorno dell’alluvione era stato aiutato da un agente
NUORO. Ha aspettato un anno prima di raccontare la sua storia, perché doveva superare un problema personale legato alla sua salute. Ma quando ha rivisto le immagini della tragedia del 18 novembre, Edoardo Marchese Patti, 57 anni, un insegnante di storia e filosofia del Liceo classico di Nuoro, non è più riuscito a tenersi dentro il ricordo di quella giornata terribile. E ha deciso di raccontare. Aggiungendo un’altra storia di amicizia e di altruismo alle pagine di dolore del Ciclone Cleopatra.
«La mia storia è racchiusa in un nome: Paolo Satta – ha esordito l’insegnante, nuorese di adozione –. A lui devo la vita. Il 18 novembre 2013 ho trovato un amico per sempre. Un uomo, ho scoperto soltanto dopo che era un poliziotto, che ha accompagnato me e la mia famiglia all’aeroporto di Olbia mentre infuriava la bufera. Paolo Satta aveva immediatamente capito la mia disperazione, che era in gioco la mia vita e non ha esitato a mettere a rischio la sua».
Il poliziotto Paolo Satta non ha mai fatto una relazione di servizio per raccontare il suo gesto. Non era in servizio quel giorno e allora non l’aveva ritenuto opportuno. E così il questore di Nuoro, Pierluigi D’Angelo, e il prefetto Ninni Meloni, quando sono venuti a conoscenza della storia hanno provveduto a inoltrare una dettagliata relazione al ministero dell’Interno per insignire l’agente di un’onorificenza.
Ma che cosa ha fatto di così grande Paolo Satta? A raccontarlo è Edoardo Patti Marchese. «Quel giorno dovevo prendere l’aereo per andare a Milano per essere operato al cuore – ha spiegato il professore –. Ero disperato. Con mia moglie e mia figlia siamo partiti per Olbia. Pioveva e la 131dcn era chiusa al traffico. Allora ho fatto un percorso alternativo passando per Bottidda, Benetutti, Buddusò, fino alla frazione di Ludurru dove sono arrivato con le ruote dell’auto bucate e il motore in panne a causa delle pietre lungo la strada. Ho chiesto aiuto e un gentilissimo carabiniere di Buddusò, ricordo solo il nome, Mario, aveva telefonato a tutti per permetterci di raggiungere Olbia ma tutti erano impegnati nei soccorsi e le strade erano interrotte. Così ci aveva accompagnato a Buddusò dove un poliziotto proveniente da Olbia, Paolo Satta, si offrì di accompagnarci con la sua auto. Arrivati a destinazione, poiché il volo per Milano era stato soppresso, Paolo ci aveva trovato una sistemazione per la notte poiché tutti gli hotel erano stati requisiti per ospitare la popolazione che non poteva rientrare nelle case allagate. Solo dopo averci messo al sicuro – ha concluso Edoardo Patti Marchese commosso – era andato via, lasciandoci il suo numero di telefono per dargli nostre notizie e chiamarlo al nostro ritorno perché ci avrebbe riportato lui a Nuoro! Un angelo». (plp)
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