Peschiera di San Giovanni, domani lo sgombero forzato
POSADA. Si svolgeranno domani mattina le operazioni di sgombero della peschiera di San Giovanni. Scaduto l’ultimatum del Comune che aveva concesso trenta giorni di tempo alla cooperativa La Bottarga...
POSADA. Si svolgeranno domani mattina le operazioni di sgombero della peschiera di San Giovanni. Scaduto l’ultimatum del Comune che aveva concesso trenta giorni di tempo alla cooperativa La Bottarga per liberare i locali, saranno gli operai dell’ente coadiuvati dalle forze dell’ordine a sgomberare i locali che si affacciano sulla foce del fiume Posada. Il provvedimento è stato notificato nei giorni scorsi alla presidente Maria Giuseppina Corda che sino ad oggi non ha provveduto a liberare le stanze. Si provvederà quindi oggi allo sgombero forzato in seguito all’iter iniziato con la deliberazione consiliare che ha negato il rinnovo della concessione dello stabile che è di proprietà del comune. Nel corso di una delle ultime assemblee civiche i consiglieri comunali avevano infatti votato no alla richiesta della cooperativa di Tortolì per il proseguo della concessione approvando anche il progetto per la realizzazione di un laboratorio di cultura materiale della pesca. Con questa decisione il consiglio comunale ha revocato la concessione dei locali alla cooperativa che era rimasta sinora in possesso dei locali grazie ad una sospensiva del Tar Sardegna motivata dal fatto che il Comune non aveva un progetto per il riutilizzo dei locali. Di fatto, con gli elaborati appena approvati che godono di un finanziamento di 150mila euro, viene a cadere tale motivazione. Per questo motivo i legali del Comune hanno intimato lo sgombero alla cooperativa avvalendosi del fatto che la dichiarazione dei redditi presentata lo scorso anno certifica un attività di pesca praticamente nulla con un reddito ufficialmente dichiarato pari a zero. Oltre allo sgombero dei locali prosegue anche il contenzioso legato ai reali confini tra le acque pubbliche del fiume Posada e quelle rivendicate a proprio uso dalla cooperativa La Bottarga. L’amministrazione ha infatti incaricato un tecnico per effettuare ricerche storiche nella conservatoria di Nuoro per ricostruire una vicenda che inizia nel 1870 con la vendita degli stagni e arriva sino al 1995 con l’atto di vendita che comprende le acque del fiume sino alla foce di Orvile. Una guerra di carte bollate che vede la coop contro il Comune e Legambiente in merito alle escursioni in canoa sul fiume. Dopo la diffida della Bottarga, il sindaco Tola aveva emesso un ordinanza per la fruibilità del fiume nel tratto compreso tra Su Tiriarzu e Orvile e proprio di recente, il nuovo ricorso al Tar da parte della presidente Corda.
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