Rubate dalla sacrestia le offerte destinate alla Caritas diocesana
Macomer, il furto è avvenuto durante un battesimo I soldi dovevano servire per comprare viveri per i poveri
Una busta contenente 380 euro è stata rubata lunedì scorso, giorno della festa dell’Immacolata, dalla sacrestia della parrocchia cittadina della Santa famiglia di Nazareth.
Il fatto, con ogni probabilità, si è verificato nelle prime ore del pomeriggio mentre il parroco, don Mario Cadeddu, stava officiando un battesimo. «Quei soldi – dice don Mario – erano destinati alla Caritas diocesana e servivano ad acquistare generi alimentari per le famiglie povere. I soldi sottratti erano i proventi delle donazioni effettuate dai fedeli che avevano acquistato i dolci confezionati dalla mamme dei ragazzi che frequentano il catechismo».
«Avevo coinvolte nell’iniziativa benefica queste persone – continua il sacerdote – proprio per recuperare qualche euro da destinare agli aiuti per i più bisognosi».
Del furto si occupano gli agenti del locale commissariato di polizia, guidato da Luca Franchi, che stanno visionando le immagini delle videocamere poste davanti all’ingresso della chiesa.
«Stiamo svolgendo le indagini – si limita a dire il Commissario Franchi – per individuare l’autore del gesto».
Non è la prima volta che le chiese vengono prese di mira dai ladri (più che mai attivi in questo periodo) che approfittano della minima distrazione dei parroci per mettere a segno i furti. Solitamente ad essere scassinate sono le cassette delle elemosine. Questa volta, invece, le loro attenzioni si sono concentrate sulla scrivania che si trova all’interno della sacrestia, dove il parroco aveva lasciato la busta con i soldi.
«Mi dispiace molto – continua don Mario, visibilmente amareggiato – perché quei soldi dovevano servire ad aiutare chi vive in condizioni economiche disagiate. Con i 380 euro sottratti, infatti, la Caritas diocesana avrebbe acquistato un maggiore quantitativo di generi da mettere nei pacchi destinati alle tante famiglie bisognose che assistiamo». Dell’autore, o degli autori, del furto, per adesso, nessuna traccia. Gli indizi sembrerebbero condurre verso un cittadino extracomunitario, ripreso più volte dalle telecamere, che quel pomeriggio si aggirava all’interno della chiesa. «Quella persona – conclude don Mario – mi aveva chiesto un colloquio, che gli ho accordato subito. Mi ha rappresentato delle difficoltà in cui si trovava insieme alla sua famiglia. Io, come faccio con tutti quelli che vengono a chiedermi un aiuto, l’ho ascoltato e gli ho dato un piccolo aiuto economico. Quando sono rientrato in sacrestia, dopo aver celebrato un battesimo, mi sono accorto che la busta contenente i soldi non c’era più. Allora non mi è rimasto altro da fare se non denunciare il furto alla polizia». Le indagini sono scattate immediatamente, ma dell’extracomunitario, che al sacerdote aveva detto di vivere in un paese vicino a Macomer, e della busta con i soldi, al momento, nessuna traccia. Con le festività di fine anno che si avvicinano, ai poveri della città che contavano sull’assistenza della Caritas, per vivere un Natale un po’ più sereno, non rimane altro da fare se non affidarsi alla bontà della provvidenza.
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