Istruzione, bando per universitari
Oltre cento le domande per il concorso organizzato dal Comune
ORGOSOLO. Il Comune in prima linea a favore della cultura e dell'istruzione. Si è chiuso con la pubblicazione delle graduatorie il bando riservato agli universitari orgolesi.
Circa un centinaio le domande pervenute agli uffici del municipio. Ben novanta sono le richieste provenienti da ragazzi frequentanti varie facoltà, sparse tra la Sardegna e la penisola, tre, invece, quelle relative a coloro che hanno conseguito la laurea triennale, quattro, infine, da parte di chi ha ultimato l'intero ciclo, conseguendo il titolo magistrale.
L’iniziativa sulla quale ha scommesso l'amministrazione Deledda ha come obiettivo quello di sostenere gli studenti del borgo dei murales, durante il proprio percorso formativo, concedendo loro un aiuto economico. Un percorso, che si accompagna a notevoli spese, spesso difficili da gestire per famiglie monoreddito o senza lavoro, le quali, talvolta, sono costrette a rinunciare dal proposito di mandare il proprio figlio all'università.
Una scelta sofferta ma costretta, determinata dall'assenza di un effettivo e concreto sostegno, che valorizzi realmente il merito. Per questo motivo, l’esecutivo orgolese ha deciso di mettere in campo risorse concrete e misure reali, che possano dare una mano a chi sceglie di investire sul proprio futuro, scommettendo su se stesso. A tal proposito, il primo cittadino, nella lettera inviata nei giorni scorsi ai beneficiari del contributo, che verrà liquidato a brevissimo ha parlato di «una chiara e precisa scelta politica».
Una scelta politica, che rappresenta purtroppo un esempio isolato nel panorama dei municipi dell'isola e che si scontra con la diffusa pratica dei tagli e delle riduzioni.
«Mentre ovunque si sente parlare di spending review – commenta, dunque, Dionigi Deledda – noi invertiamo la rotta di marcia e reperiamo i fondi necessari per andare incontro a chi ha deciso di acquisire professionalità e saperi, migliorando la propria formazione e accrescendo la propria istruzione. L'auspicio è che i tanti ragazzi e le tante ragazze, i quali hanno lasciato il proprio paese d'origine per studiare – conclude il sindaco – decidano, al termine del corso di studi, di tornare a casa, mettendo a disposizione della comunità quanto imparato». (ma.s.)
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