La Nuova Sardegna

Nuoro

Attentato incendiario alla Pro loco di Orune

di Tiziana Simula
Attentato incendiario alla Pro loco di Orune

Blitz all’alba: hanno appiccato il fuoco al portone in legno dell’associazione La presidente: «Non capiamo il motivo di questo gesto». Condanna del sindaco

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INVIATA A ORUNE. Festa e fiamme nel giorno di Cortes Apertas. Un attentato incendiario alla sede della Pro loco ha scosso ieri Orune, impegnata in questo fine settimana a festeggiare la tappa conclusiva di “Autunno in Barbagia”. Un atto intimidatorio o forse più semplicemente il gesto di un balordo, magari in preda agli effetti dell’alcol: quale sia la causa del rogo, lo accerteranno i carabinieri di Bitti che hanno avviato le indagini. Di sicuro, l’incendio che all’alba di ieri ha divorato il portone in legno dell’associazione e annerito i muri interni ed esterni del “Centro culturale Antonio Pigliaru”, è doloso. A confermarlo, sono stati i vigili del fuoco di Nuoro, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri del nucleo radiomobile di Bitti.

Gli incendiari hanno cosparso di liquido infiammabile, probabilmente benzina, il portone d’ingresso dello stabile, al numero civico 2, che si affaccia su piazza Sos Umulos, appiccando il fuoco. I malviventi sono entrati in azione prima delle 5.30. «Quando sono arrivata qui, intorno alle 5, 45, il portone era già tutto bruciato», spiega Maria Teresa Carta, alla guida della Pro loco da tre anni, da quando cioè l’associazione è stata costituita. Ad avvisare la presidente, è stata un’abitante della zona, preoccupata per quel fumo e l’odore di bruciato che arrivava fino a casa sua. «Vieni, sta succedendo qualcosa alla sede, mi ha detto. Così, mi sono precipitata e ho visto cose’era successo. Per fortuna, dopo aver bruciato il portone, il fuoco si è fermato perché il pavimento dell’ingresso è in granito», racconta Maria Teresa Carta. Che insieme agli altri soci, non si è persa d’animo di fronte all’attentato incendiario, dando il via alla giornata delle Cortes così com’era stata programmata, con lo stand della Pro loco sistemata nella piazzetta, e i soci pronti ad accogliere i visitatori con formaggio fuso, purpuzza e tanta cortesia. Oltre a ridurre in cenere il portone, le fiamme hanno danneggiato i fili della corrente elettrica dell’edificio. «Abbiamo chiamato l’elettricista e ci siamo subito messi in moto per le Cortes», spiega ancora la presidente. Ma c’è tanta e comprensibile amarezza tra i soci per un gesto che appare inspiegabile. «È stata una cosa inaspettata, e veramente non ne capiamo il motivo – aggiunge Pietro Goddi, da dietro il bancone – Tutto ciò che la Pro loco fa, è per il paese e non per fini personali». Non è escluso che il gesto sia legato a qualche screzio relativo all’organizzazione di Cortes Apertas. «Noi partecipiamo come tanti altri operatori a un evento aperto a tutti, quindi non sappiamo proprio perché qualcuno dovrebbe avercela con la Pro loco», ribadiscono, però, i soci.

Per tutta la mattina, associazioni e cittadini si sono avvicinati allo stand per condannare il gesto ed esprimere la propria solidarietà.

Amareggiato il sindaco Michele Deserra. Che pensa di più a un gesto di un balordo, a un atto vandalico, piuttosto che a un atto intimidatorio. «È un fatto che fa male a tutta la comunità – dice –. Non lo merita la Pro loco e non lo merita il paese. Atti del genere non voglio neppure commentarli».

La Pro loco si è costituita tre anni fa, e da due anni, l’associazione che si occupa della promozione del territorio e che conta una trentina di soci, si è trasferita nel “Centro culturale Antonio Pigliaru”. Palazzo che oltre alla Pro loco, che si trova al piano terra, ospita anche la biblioteca comunale, la ludoteca e il Ceas. Un punto di riferimento, quindi, per l’intera comunità.

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