La Nuova Sardegna

Nuoro

I tre rapinatori filmati dalle telecamere

di Valeria Gianoglio
I tre rapinatori filmati dalle telecamere

Nei fotogrammi la sequenza del blitz. Il gruppo scippa pure una borsa, scappa a fari spenti e incrocia una Volante

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NUORO. Durante la fuga, forsennata, sugli ottocento metri di rettilineo all’uscita di Pratosardo, nel tentativo di disfarsi del bottino, pur misero, hanno lanciato sulla Volante che li tallonava la borsetta che avevano appena strappato dalle mani dell’ultima cliente dell’Eurospin: una pensionata che stava finendo di caricare sulla sua auto due buste della spesa. Ma arrivati alla prima rotonda hanno dovuto cedere le armi e bloccare la loro Punto verde di fronte ai lampeggianti di una Volante, mentre uno di loro, nel tentativo di fuggire a piedi, finiva tra i rovi di un canalone si graffiava il naso. E per tutti e tre terminava così, con una resa assoluta e ingloriosa, la loro rapina del sabato sera.

Il giorno dopo il colpo fallito all’Eurospin di Pratosardo, con annesso inseguimento da film, gli agenti della squadra mobile e delle Volanti guidati da Fabrizio Mustaro, scorrono le immagini dei filmati della rapina al supermarket della zona industriale. E tra fotogrammi, spezzoni di indagine, e ricostruzione di quei momenti frenetici, emerge la cronaca di un fallimento annunciato. A cominciare dallo studio della “vittima” prescelta.

I tre giovani di Bono poi finiti tra le mani della polizia, ovvero Giuseppe Fressura, Giovanni Sassu e Giovanni Satta, infatti, probabilmente avevano fatto male i loro conti e sicuramente prevedevano di riuscire a sgraffignare di più, dalle case dell’Eurospin, sabato notte. E invece si sono dovuti accontentare di poche centinaia di euro dalle casse che per giunta, pochi minuti dopo, sono finite tra le mani degli agenti della Volante che li inseguivano.

Secondo la ricostruzione più dettagliata del colpo fatta ieri dalla questura, i tre giovani partono ieri sera da Bono direzione Pratosardo. Sono pronti a indossare tre passamontagna e hanno portato con loro anche due pistole scacciacani semiautomatiche calibro 92.

Non usano un’auto rubata o truccata, no, utilizzano quella di uno di loro, la Punto verde di Giovanni Sassu, e la parcheggiano davanti al market. Sono circa le 20, il market sta chiudendo, ma dentro c’è ancora l’ultima cliente che sta pagando alla cassa. I tre aspettano che esca e si fiondano all’interno del locale. Si rivolgono ai dipendenti del market che stanno cominciando a pulire il negozio, intimano loro di non muoversi, poi vanno dritti alle casse e ne prelevano tutto il contenuto. Purtroppo per loro si tratta solo di poche centinaia di euro. Che a saperlo prima, probabilmente nessun rapinatore si sarebbe neanche mai messo in moto. Certo è che i tre, di fronte a quel bottino misero, si incartano e mostrano vistosi segnali di stizza: lo dicono le telecamere che li hanno ripresi. Sarà per questo, forse, che nell’andare via al market, magari per arrotondare il magro bottino, strappano la borsetta che l’ultima cliente dell’Eurospin teneva ancra tra le mani nel parcheggio. E per i tre comincia, dunque, la fuga. Quegli ottocento metri di rettilineo dalla rotonda vicino all’autolavaggio fino alla rotonda all’ingresso della zona industriale. Con la Volante alle calcagna e loro, a bordo della Punto di Sassu, che camminando a fari spenti tentano di disfarsi almeno di una parte della refurtiva, lanciando la borsetta scippata dal finestrina.

Fino alla resa, almeno per due: Fressura e Sassu. Mentre il terzo, Giovanni Satta, pur di trovare la salvezza, si getta in un canalone. Gli agenti della Volante lo fermeranno subito dopo: aveva il volto e le mani graffiate dalla caduta e dai rovi. I tre finiscono tutti a Badu ’e Carros. Entro domani ci sarà l’udienza di convalida del loro fermo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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