Alluvione, è ancora solidarietà: in arrivo mezzo milione di euro
A oltre un anno dal ciclone Cleopatra non si ferma la mobilitazione per aiutare le famiglie colpite I contributi raccolti da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. 200mila euro per risarcire danni a case e auto
NUORO. Bandi pubblicati e fondi della solidarietà in arrivo in tempi strettissimi per l’alluvione che un anno fa ha messo in ginocchio e fatto piangere mezza Sardegna, da Olbia al sud dell’isola. I soldi, circa mezzo milione di euro, ci sono. Li hanno raccolti Cgil, Cisl e Uil e Confindustria per dare una mano e una risposta a chi in una notte si è ritrovato senza nulla. O comunque con tanti problemi in più da risolvere: una pubblica e volontaria sottoscrizione dei lavoratori e delle aziende non solo sarde, ma anche nazionali. Finanziamenti che andranno a chi è stato danneggiato, lavoratori o collaboratori delle imprese aderenti a Confindustria e aziende. E anche un po’ alla prevenzione. Tre le tipologie di intervento. La prima, la più forte, mette a correre 200mila euro per i lavoratori che hanno subito danni alla casa o all’automobile. Anche eventualmente per acquisto- aiuto esteso ai lavoratori di tutte le imprese- di servizi scolastici o universitari per i propri figli. C’è un tetto massimo di 3500 euro: potranno essere accolte le domande di un numero di lavoratori compreso tra 70 e 200. Il limite per danni ad abitazioni principali, arredi e suppellettili è di 2500 euro. Mentre quello per danni agli automezzi non può superare 1500 euro. Gli importi sono cumulabili sino a un massimo di 3mila euro, salvo gli aiuti previsti per servizi di mensa scolastica, rette di asilo o scuola dell’ infanzia o acquisto di testi anche per gli studi universitari. La seconda tipologia di aiuti prevede 135mila euro per le imprese colpite. Con contributi che possono oscillare tra i 10 (massimo 100mila euro di danni) e i 40mila euro (danni superiori a 600mila euro). La terza misura riguarda interventi di interesse pubblico da concordare con la Protezione civile. «Interventi mirati – ha detto il segretario regionale di Cgil Michele Carrus – ad esempio per piccoli escavatori utilissimi in spazi ristretti». Per le aziende, domande da presentare entro il 31 dicembre, mentre per i lavoratori c’è tempo sino al 31 gennaio. «Sono arrivati aiuti – ha spiegato il presidente regionale di Confindustria, Alberto Scanu – sino alle scorse settimane». Nominata una commissione per la ripartizione dei fondi. Sindacati e industriali assicurano tempi strettissimi. L’erogazione è subordinata alla presentazione della documentazione con le spese sostenute, della autocertificazione per la ricognizione dei danni subiti accompagnata dalla perizia redatta da un professionista esperto e iscritto all’albo. Nel caso in cui non dovessero essere ancora disponibili ricevute o fatture dei beni riacquistati o dei costi per i lavori di riparazione si potrà presentare un preventivo. A quel punto sarà la commissione a decidere se concedere una anticipazione di due terzi dell’importo. Posto che poi le pezze giustificative dovranno essere presentate entro i tre mesi successivi.
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