“Calamida” e via Tolmino bocciate in sicurezza
La dirigente scolastica denuncia gravi carenze nei due caseggiati cittadini Nel cortile del plesso di via Veneto spuntano dei cordoli di cemento
NUORO. «Qualche giorno fa, un’alunna è caduta. Si è fatta male a una gamba, era gonfia e dolorante. Abbiamo chiesto l’intervento del 118 che ha portato la bambina in ospedale. Quei cordoli in cemento sono troppo pericolosi». Gonaria Fadda, responsabile della scuola primaria “Calamida”, spiega il motivo di tanta preoccupazione per insegnanti e genitori dei bambini che frequentano il plesso dell’Istituto comprensivo 2 Borrotzu: i cordoli in cemento che delimitano un’area in terra battuta dove sono piantati alcuni alberi, all’interno del cortile della scuola.
Un pericolo per gli oltre 400 alunni delle elementari di via Veneto che, vivaci come sono a quell’età, non perdono occasione per salire su quei blocchi, saltare e correre avanti e indietro, col rischio di inciampare e farsi male.
«L’episodio dell’altro giorno è solo l’ultimo – prosegue Gonaria Fadda – La scuola, attraverso la dirigente scolastica Maria Antonietta Corrias, ha già segnalato più volte il problema all’amministrazione comunale. Questi cordoli devono essere eliminati, bisogna trovare una soluzione per mettere in sicurezza il cortile», rimarca la responsabile del plesso. Che indica anche gli altri problemi che affliggono l’area esterna della scuola sul fronte della sicurezza: dalla pavimentazione sconnessa, a una ringhiera che si affaccia su un’area sottostante.
Ma il plesso che ospita la scuola primaria “Calamida” non è l’unico dell’Istituto comprensivo Borrotzu ad essere malconcio sul versante sicurezza. «In questa scuola tutto è precario – attacca la dirigente scolastica, Maria Antonietta Corrias, riferendosi all’edificio di via Tolmino – Da cinque anni viviamo in una situazione totalmente provvisoria e inadeguata. Nel 2010 è crollato il soffitto della media di via Gramsci e da allora, gli studenti hanno dovuto traslocare in via Tolmino. Si parlava di un’attesa di due anni per ritornare nella nostra scuola, invece, siamo ancora qui e non si vedono soluzioni. Tutta la struttura è all’insegna della precarietà: gli infissi sono fuori norma, la serranda d’ingresso era rotta ed è stata appena riparata. Da cinque anni chiedo al Comune di aggiustare l’ascensore essendo questo plesso frequentato da due disabili gravi. Richiesta finora andata a vuoto. Ho sollecitato più volte interventi specifici urgenti e di messa in sicurezza. Qui c’è davvero tanto da fare».
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