Condannato a due anni per bancarotta fraudolenta
NUORO. Ieri il tribunale collegiale lo ha condannato a due anni per bancarotta fraudolenta ma lo ha assolto da altri due capi di imputazione, legati al reato di bancarotta semplice. L’imprenditore...
NUORO.
Ieri il tribunale collegiale lo ha condannato a due anni per bancarotta fraudolenta ma lo ha assolto da altri due capi di imputazione, legati al reato di bancarotta semplice. L’imprenditore nuorese Salvatore Puggioni era accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione di macchinari della sua ex impresa di impianti elettrici, la Spat, e di bancarotta documentale, perché secondo l’accusa avrebbe fatto sparire i libri contabili. Ieri, per lui, il pm Giorgio Bocciarelli aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi. Poco prima Salvatore Puggioni, si era sottoposto all’esame delle parti e aveva così spiegato quei momenti che avevano preceduto e seguito il fallimento della sua azienda. «Nel 2004 – ha raccontato – con la mia azienda siamo subentrati nella proprietà della lavanderia del centro commerciale. Gli affari andavano bene, poi siamo stati travolti anche noi, e c’è stato il fallimento. Ma al curatore fallimentare ho sempre messo tutto a disposizione. E se ho avuto qualche problema con il 740 è solo perché mi aveva abbandonato anche il commercialista. Dal 2008 non ho più lavoro». «Tutto l’apparato accusatorio – ha spiegato il suo avvocato, Claudia Cottu – si fonda esclusivamente sulla relazione del curatore fallimentare che è generica e poco dettagliata». Il tribunale ha accolto in parte le sue richieste, assolvendo Puggioni dalla bancarotta semplice. (v.g.)
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