Il Puc di Siniscola è legge Più qualità, meno cemento
Il sindaco Rocco Celentano lo ha illustrato ieri assieme al progettista Gianni Mura Appello ai tecnici: «Le norme sono uno strumento, non un ostacolo da aggirare»
INVIATO A SINISCOLA. «Osservato su scala regionale un territorio non svela le sue complessità, che si notano man mano che ci si avvicina ad esso, riducendo la scala. Solo allora si scopre che non è solo una mappa, ma un luogo vivo, abitato da cose e persone». L’ingegnere Gianni Mura usa una metafora tecnica per spiegare quanto sia stato difficile e laborioso predisporre il piano urbanistico comunale (Puc) di Siniscola, lo strumento che disegna lo sviluppo del territorio attraverso la griglia del piano paesaggistico regionale (Ppr). Siniscola è il terzo Comune della provincia di Nuoro (su 52) ad aver adeguato il proprio piano alla normativa voluta da Renato Soru nel 2006. Nei giorni scorsi il Puc redatto da Mura ha superato l’ultimo ostacolo, il parere del Comitato tecnico regionale urbanistico, ed è in vigore a tutti gli effetti.
Per presentarlo, almeno nelle linee di principio, ieri mattina il sindaco Rocco Celentano e l’assessore all’Urbanistica Riccardo Corosu hanno convocato un incontro pubblico rivolto in particolare ai tecnici che con il Puc dovranno confrontarsi: ingegneri, architetti, geometri, geologi. Il compito di illustrarlo è toccato a Gianni Mura, che ha ricordato come si fosse occupato del territorio siniscolese già nel 1989, quando con gli architetti Ninni Pigozzi e Paolo Conteddu definì il piano regolatore generale. «Un progetto rivoluzionario, a suo modo – dice Mura –, che cercò di stabilire regole in un territorio complesso e complicato dove sino ad allora si era costruito secondo regole da Far West. Fu un segnale di discontinuità rispetto a una diffusa pratica abusiva, almeno dal punto di vista sostanziale se non proprio legale».
Oggi la situazione è cambiata: una diversa e più diffusa sensibilità verso l’ambiente e la crisi dell’edilizia portano a una visione dello sviluppo edilizio più qualitativa che quantitativa. «Il mercato immobiliare si riprenderà, ma non sarà più come prima, ci saranno regole precise. Il vostro compito – ha detto Mura rivolgendosi direttamente ai tecnici presenti nella sala consiliare – sarà anche spiegare ai committenti che non tutto si può fare, che un piano è uno strumento da utilizzare e non da aggirare con scappatoie». Un esempio per tutti, le aree agricole: «Non sono zone di trasformazione, ma dedicate alla loro ragion d’essere, appunto l’agricoltura: l’edilizia qui dovrà essere funzionale ad essa e non al mercato immobiliare turistico. Se vi chiedono di costruire un edificio di 50 metri quadri, con un sottopiano di mille, be’, rifiutatevi di farlo», ha detto il progettista ancora rivolto ai tecnici.
Altra triste nota, a Siniscola come altrove, è l’abusivismo. Mura cita il caso emblematico di Sa Petra Ruia degli anni ’70 e ’80. «La mentalità dell’abusivo è certo singolare. Una volta acquisito tale status, l’abusivo ritiene anche di aver assunto speciali diritti, l’urbanizzazione in primo luogo. Parlo dei casi nella costa siniscolese, che non sono ad uso abitativo ma turistico, dunque meramente speculativo». Come viene affrontato il problema nel nuovo Puc? «Abbiamo censito l’esistente e ipotizzato un piano di risanamento che viene normato come un piano particolareggiato. È un approccio innovativo, che siamo riusciti a far comprendere con un po’ di sforzi ai funzionari della Regione. L’altra novità è che i cittadini dovranno pagare i costi di urbanizzazione: non un prezzo politico, ma di mercato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google