L’invito agli studenti: «Puntate sul web e sull’innovazione»
In mattinata l’incontro con i ragazzi dell’istituto Ciusa «Nel mondo che cambia l’istruzione è fondamentale»
NUORO. «Sono appassionata di moda. Riuscirò a trovare un lavoro in Sardegna dopo gli studi?». Silvia ha 17 anni. È iscritta al liceo artistico e ieri, insieme agli altri studenti dell’istituto superiore Ciusa, ha chiesto al presidente della Regione Francesco Pigliaru quale sarà il suo futuro: «Cosa farò quando uscirò da qui? ». «Bisogna essere consapevoli di quello che c’è fuori, di quello che richiede il mercato del lavoro – ha risposto il presidente –. Cosa facciamo dopo la scuola dipende da quello che facciamo ora che, però, non può essere isolato da quello che succede nel mondo». L’invito di Pigliaru ai ragazzi è di guardare lontano: «La scuola deve cambiare perché è cambiato il mondo».
In quest’ottica il sistema formativo scolastico deve dare un valore positivo all’innovazione. «In Inghilterra la scrittura dei codici di programmazione informatica è una materia obbligatoria fin dalle elementari – ha spiegato il governatore –. Deve diventarlo anche in Sardegna perché il mercato del lavoro cerca giovani in grado di creare nuove applicazioni, di smanettare sul tablet e di imparare i nuovi linguaggi del web». Il futuro è nelle nuove tecnologie e i ragazzi devono approfittarne perché è da lì che arriveranno le occasioni di lavoro. Anche perché è proprio grazie alle nuove tecnologie che si possono rivalutare la manualità, il saper fare e la tradizione dei mestieri d’arte. «In tutto questo la scuola ha un ruolo fondamentale: è il luogo da cui ripartire per uscire dalla crisi – ha sottolineato Pigliaru –. Per questo vi dico di puntare tutto sull’istruzione». Il presidente ha poi ricordato che «nel Nuorese il 51 per cento degli studenti non prosegue gli studi universitari» e questo è un errore perché «è vero che oggi in Italia un laureato fa fatica a trovare un lavoro, ma lo trova con una probabilità maggiore rispetto a chi non studia». E proprio perché «l’istruzione è fondamentale» la Regione investirà sulla scuola. «Vorrei che gli studenti trovino il loro percorso e decidano di investire sulle proprie vocazioni e sulle proprie passioni». Per fare questo la Regione ha deciso di puntare sull’orientamento ( «per aiutare gli studenti a fare una scelta consapevole»), sulle borse di studio ( «so bene che molti ragazzi non proseguono gli studi perché non possono permetterselo») e, forse, sui prestiti d’onore («la banca ti presta i soldi per laurearti e poi li restituisci appena trovi un lavoro decente»). Quello che più ha spaventato il presidente nell’incontro di ieri con gli studenti è stato «l’atteggiamento di sconfitta» che trapelava dalle loro domande. «Voi mi chiedete cosa fa la Regione per trovarvi un lavoro e io vi rispondo che le istituzioni non possono creare posti di lavoro. Quello che può fare il settore pubblico è favorire la crescita del settore privato. Nel Nuorese bisogna puntare sull’agroalimentare, sulla bio edilizia, bisogna favorire la nascita delle start-up». E proprio perché bisogna puntare sulla formazione è necessario che il Nuorese abbia la propria università. «La Regione ci crede, ma deve essere roba seria – ha ammonito Pigliaru –. E deve crederci anche il territorio che deve essere responsabilizzato decidendo su quale tipo di università puntare. È importantissimo portare l’università nei territori, ma dietro deve esserci un progetto chiaro che anche voi studenti dovete contribuire a costruire».
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