La Nuova Sardegna

Nuoro

Ottana, vertenza Cartonsarda: per 56 operai scatta la mobilità

di Federico Sedda

Dal primo giugno del prossimo anno tutti i lavoratori della fabbrica saranno licenziati Si pone così fine all’avventura dell’azienda sorta per produrre cartone e cartoncino

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OTTANA. L’ennesima storia travagliata di un’azienda del Contratto d’area di Ottana è giunta al capolinea. È quella della Cartonsarda, l’azienda di proprietà del gruppo Parodi di Genova finanziata con 13milioni di euro di fondi pubblici a fronte di un investimento di 19milioni di euro. La fabbrica, sorta per produrre cartone e cartoncino, avrebbe dovuto occupare, secondo il piano di investimenti presentato alla fine degli anni Novanta, 102 lavoratori. Gli impianti, entrati in funzione nel 2003, sono stati definitivamente fermati nel 2008, con i lavoratori collocati in cassa integrazione a lungo termine. In cinque anni di attività, l’occupazione non ha mai superato i settanta addetti. Ora, per i 56 lavoratori ancora in carico all’azienda, tutti in cassa integrazione da sei anni, è stata attivata la procedura di mobilità che è partita il primo dicembre 2014 per concludersi il 31 maggio 2015, quando scadrà il periodo di cig straordinaria, la cui richiesta è ancora al tavolo ministeriale. Dal primo giugno del prossimo anno tutti i lavoratori, reduci dell’avventura della Cartonsarda nel centro Sardegna, saranno licenziati. L’unica magra consolazione, per questi lavoratori, è che alcuni potranno essere accompagnati alla pensione con la mobilità, mentre altri potranno utilizzare i vantaggi offerti da questo ammortizzatore sociale per la procedura dell’auto-impiego.

Il licenziamento, comunque, pone fine al sogno di un’occupazione sicura durato poco meno di dieci anni. Si chiuderà così l’ennesimo capitolo del fallimento industriale del Contratto d’area, uno strumento nato nel 1998 per arginare con i soldi pubblici la crisi dell’industria chimica e conclusosi con un lungo elenco di fallimenti e una pioggia di contributi statali finiti nelle tasche di imprenditori senza scrupoli. La storia della Cartonsarda è emblematica di questo fallimento finanziato dalla Stato. La sospensione totale dell’attività produttiva ha costretto il ministero dello Sviluppo economico ad attivare la procedura di revoca dei finanziamenti concessi all’azienda con i contributi pubblici del Contratto d’area. La fabbrica, tra alti e bassi, ha lavorato per poco meno di cinque anni. La cassa integrazione, alternata tra straordinaria e in deroga, è stata attivata, per la prima volta, a settembre del 2008. Da allora è stata rinnovata per altre cinque volte. L’ultima richiesta è stata presentata al ministero per il periodo primo giugno 2014-31 maggio 2015, ma non è stata ancora concessa. Nel frattempo, scatterà la procedura di mobilità, l’ultimo appiglio degli ammortizzatori sociali che aprono la strada alla disoccupazione. E pone fine all’avventura della Cartonsarda che ha trasformato in un incubo il sogno di lavoro di settanta lavoratori.

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