Furto di “laccos”, in tre dal giudice
Borore, sono accusati di aver rubato le vasche di pietra utilizzate in campagna
BORORE. Insignificanti per qualcuno, bellissimi per altri. Talmente belli che vennero rubati in serie sino qualche anno fa. Dalle campagne del Marghine ne sparì un centinaio, ma a furia di raccogliere denunce gli inquirenti riuscirono a recuperare una parte della refurtiva. Cosa dunque venne rubato? In sardo si chiamano laccos e sono quei piccoli raccoglitori di pietra utilizzati per l’abbeveramento del bestiame oppure quelli più profondi che servivano per la vendemmia.
Dopo il ritrovamento delle vaschette in pietra, alcuni dei quali di fattura molto pregevole e piuttosto antichi, tre persone sono finite di fronte al giudice monocratico Antonio Enna, accusati di averli rubati o comunque di essersene impossessati. In più c’è l’aggravante del valore archeologico che viene attribuito a qualcuno di essi, tanto che nel fascicolo del giudice c’è anche una consulenza che era stata affidata agli esperti della Sovrintendenza ai beni culturali per le Province di Sassari e Nuoro.
Ieri mattina, in aula, c’erano alcuni testimoni chiamati a deporre dal pubblico ministero Ivan Sanna e altri dagli avvocati difensori Antonella Piredda, Gianfranco Congiu e Massimo Delogu. Sul banco degli imputati ci sono Giovanni Pintore, 40 anni, Fabrizio Arca, 26 anni, e Fabrizio Tola, 36 anni.
Secondo i carabinieri, i laccos che possedevano erano proprio quelli rubati. Ma le tesi difensive sono molto differenti da quelle dell’accusa. Chi ha aziende o terreni in campagna, sa benissimo che le vaschette di pietra sono una parte fondamentale della vita campestre. In tanti li ereditano dai propri familiari e spesso quelle pietre meravigliosamente forgiate dalle mani umane hanno ben più di un secolo di vita. Erano quindi il bottino di una serie di furti o erano appartenuti a padri e nonni? Il 23 maggio il processo prosegue con nuovi particolari. (e.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
