Estingue un debito ma l’Inps continua a trattenergli la rata
Paradossale storia di un pensionato: «Ora la finanziaria mi rimborserà senza interessi»
BOLOTANA. Come estinguere un debito e continuare a pagare le rate anche dopo averlo estinto. Potrebbe essere questo il titolo di una storia paradossale, quanto vera, raccontata da un pensionato di Bolotana che aveva chiesto un prestito a una finanziaria. Prestito da rimborsare con rate mensili detratte direttamente dalla pensione dell’Inps: la cosiddetta cessione del quinto. Un’operazione normale, che fanno molti pensionati spesso per soddisfare un sogno. Che, però, si è trasformata in una storia incredibile e intrisa di burocrazia allucinante. G.M., 70 anni, pensione sui mille euro da ex operaio metalmeccanico, un bel giorno decide di fare un investimento. Così, nel 2010, chiede un prestito a una finanziaria da estinguere, appunto, con la cessione del quinto, una forma di pagamento chiamato così proprio perché le rate del rimborso vengono detratte direttamente dalla busta paga o, come in questo caso, dalla pensione, fino a un massimo del quinto del suo valore. «Il rimborso del finanziamento – racconta il pensionato – era previsto in sette anni, 84 rate mensili sempre costanti che l’Inps avrebbe versato ogni mese alla finanziaria trattenendole dalla mia pensione». Tutto è filato liscio fino a quando, G.M., che nel frattempo aveva messo da parte un gruzzoletto, decide di togliersi il pensiero del debito rimborsando, in un unico versamento, tutte le rate ancora da pagare. «Ai primi di settembre del 2014 – prosegue il pensionato – ho estinto completamente il debito pagando in anticipo alla finanziaria tutte le rate rimaste». Una possibilità, quella dell’estinzione anticipata del debito, prevista dal contratto. «La finanziaria – racconta ancora G.M. – ha regolarmente provveduto, coma accade in questi casi, a informare l’Inps, con lettera e fax, che il debito era stato rimborsato in anticipo. Di conseguenza mi aspettavo che, già a partire dal mese di settembre, l’Inps non mi facesse più la trattenuta sulla pensione». Niente di tutto questo. Il mese successivo, nel cedolino della mensilità, la trattenuta c’era ancora. «Ho pensato – fa sapere il pensionato – che un mese in più ci poteva stare, tanto mi sarebbe stato rimborsato dalla finanziaria seppure senza interessi. Invece, le trattenute sono proseguite anche a novembre e, ancora, a dicembre. Sono andato a chiedere spiegazioni allo sportello dell’Inps e, dopo un lungo girovagare da un ufficio all’altro, mi hanno detto che i conteggi erano già stati fatti fino a dicembre e, quindi, le trattenute andavano fatte e poi rimborsate dalla finanziaria. Ovviamente senza interessi. Così, però, come ho detto all’Inps, i conti non tornano». Non solo perché paradossali, ma soprattutto perché fatti sulla pelle di un povero pensionato. Che voleva soddisfare un sogno.
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