Abbanoa in Provincia: «Mai più bollette pazze»
L’ente unico lancia l’operazione trasparenza e chiede l’aiuto dei sindaci: «Sostituiremo 720mila contatori e calcoleremo i consumi reali e non presunti»
NUORO. «Le reti bucate? Quelle purtroppo le abbiamo ereditate e non è facile sostituirle. Quanto a chi pensa sempre ai bei tempi andati, beh, io dico che belli non lo erano mica tanto. E ve lo dico da nuorese perché ricordo che c’erano intere estati nelle quali Nuoro restava senz’acqua».
Una platea di consiglieri provinciali davanti, qualche sindaco e assessore che fanno capolino con una corposa lista di reclami da fare, la giunta provinciale tutt’intorno, alla prima audizione assoluta dei vertici di Abbanoa in consiglio provinciale, l’amministratore della società, Alessandro Ramazzotti, esordisce togliendosi i primi sassolini dalle scarpe. Sollecitato da una interrogazione presentata qualche tempo fa dal consigliere Gesuino Beccari, lui e il direttore generale dell’ente unico, Sandro Murtas, ieri mattina nel palazzo di piazza Italia lanciano una sorta di operazione-trasparenza fatta soprattutto di collaborazione con i sindaci e di lotta senza quartiere alle tristemente celebri “bollette pazze”. Sì, perché dopo aver risposto per le rime «a chi dice, senza sapere, che Abbanoa sia un’azienda sull’orlo del fallimento», e dopo aver precisato che invece «l’azienda ha i conti in ordine» e dà lavoro a 1400 dipendenti, l’ad Ramazzotti annuncia, non senza un pizzico di orgoglio, che «Abbanoa è una delle poche aziende che non chiede il pagamento dei consumi presunti». Subito dopo, forse pensando alle centinaia di reclami arrivati alla società proprio per consumi mai realizzati, Ramazzotti si corregge e precisa che «le letture effettive di ogni contatore si stanno facendo da qualche mese», e che prima, sì, era proprio un’altra storia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
